[…]
E così piace citare uno dalla folla degli anziani :
" Vediamo che sei
arrivato al termine della vita umana, hai su di te cento o più anni :
suvvia,
fa un bilancio della tua vita.
Calcola
quanto da questo tempo hanno sottratto i creditori, quanto le donne,
quanto
i patroni, quanto i clienti, quanto i litigi con tua moglie, quanto i castighi
dei servi,
quanto le visite di dovere attraverso la città;
aggiungi
le malattie, che ci siamo procurati con le nostre mani,
aggiungi
il tempo che giacque inutilizzato : vedrai che hai meno anni di quanti ne
conti.
Ritorna
con la mente a quando sei stato fermo in un proposito,
quanti
pochi giorni si sono svolti così come li avevi programmati,
a quando
hai avuto la disponibilità di te stesso,
a
quando il tuo volto non ha mutato espressione,
a quando il tuo animo è stato
coraggioso,
che
cosa di positivo hai realizzato in un periodo tanto lungo,
quanti
hanno depredato la tua vita mentre non ti accorgevi di cosa stavi perdendo,
quanto
ne ha sottratto un vano dispiacere,
una
stupida gioia, un’avida bramosia, una piacevole discussione,
quanto
poco ti è rimasto del tuo : capirai che muori anzitempo."
- Seneca -
De brevitate vitae

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