Sete di eternità
C'è una differenza abissale tra la sete di eternità
e l'ossessione nevrotica di non morire mai.
L'uomo moderno, terrorizzato dalla fine della carne,
ha trasformato il mito di Faust nell'agenda dei laboratori transumanisti:
prolungare il decadimento biologico all'infinito pur di non affrontare il giudizio dello spirito.
Ma pretendere di restare inchiodati per sempre a questa dimensione materiale,
ripetendo allo sfinimento gli stessi errori e le stesse pulsioni egoistiche,
non è un traguardo, è la definizione esatta dell'Inferno.
Alchimisti degenerati, maghi neri del secolo scorso e miliardari della Silicon Valley
condividono la stessa colpa, che è quella di scambiare la quantità della sopravvivenza
con la qualità della trascendenza.
La morte non è un errore biologico da correggere con la tecnica,
ma la porta d'accesso a un piano superiore.
Solo chi ha l'anima vuota
può desiderare di vivere in eterno dentro un guscio di materia deperibile,
trasformandosi nel parassita di se stesso.
- Rivolta contro il mondo moderno -