I Segni, la realtà e le illusioni
La realtà è fatta di Segni che vanno interpretati
prof. Francesco Lamendola
Che cos'è un segno ?
Per il vocabolario, il segno, dal latino signum, è qualsiasi fatto, manifestazione, fenomeno
da cui si possano trarre indizi, deduzioni, conoscenze e simili ( Treccani )
[...]
La definizione che danno i semiologi
è un po' diversa da quella che vige nell’uso della lingua di tutti i giorni, e cioè :
qualcosa che sta per qualcos'altro, a qualcuno, in qualche modo.
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Il segno è un rimando, non è la cosa.
La siccità non è la cosa, o meglio non è tutta la cosa, ma il segno di un'altra cosa :
la mancanza di precipitazioni.
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Ciascun segno può essere interpretato in modo differente da soggetti diversi; non solo :
ogni segno può essere interpretato in maniere differenti anche dallo stesso soggetto,
in momenti o situazioni diversi.
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La manifestazione del segno è sempre qualcosa che avviene in un contesto preciso,
in uno spazio e in un tempo determinati, cioè che avviene in una particolare maniera,
la quale non è universale, ma specifica.
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Il segno, pertanto, non è la cosa, ma è il modo in cui la cosa si rende manifesta.
Un quadro, un trattato scientifico, un film, un brano musicale,
sono manifestazioni di una idea o di un sentimento,
o di un insieme di idee e sentimenti, che avvengono per mezzo di segni.
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I segni non solo solamente di carattere visivo :
è evidente che ve ne sono per ogni organo di senso, e che una persona cieca, ad esempio,
si trova a vivere non già in un mondo sprovvisto di segni,
ma in un mondo fatto di segni uditivi, olfattivi, gustativi e tattili.
[...]
Sia l’uomo antico, greco o romano, sia l’uomo medievale,
consideravano perfettamente normale osservare il mondo alla ricerca di segni
per capire come la realtà andasse letta:
non si fermavano all’aspetto esteriore delle cose, ma ne cercavano il senso profondo.
E non si limitavano a indagare la dimensione cosciente dell’esistenza,
scrutavano anche quella inconscia, ad esempio il mondo onirico.