Sofisti e boia
Lo stesso che s'è detto dei secoli può dirsi degli uomini.
Nella misura in cui Dio nega o concede loro la fede, nega pure o concede la verità;
non nega o concede loro l'intelligenza.
Questa, negli increduli può essere eminente, mentre può essere modesta nei credenti:
la prima però non è grande se non alla maniera degli abissi,
mentre la seconda è santa, come un tabernacolo.
Nella prima si annida l'errore, nella seconda la verità.
Nell'abisso, con l'errore, si trova la morte;
nel tabernacolo, con la verità, sta la vita.
Per questo motivo,
per quelle società che abbandonano il culto austero della verità per idolatrare l'ingegno
non vi è più speranza.
Dietro i sofismi vengono le rivoluzioni, dopo i sofisti è il turno del boia.
- Donoso Cortes -
Saggio sul cattolicesimo, il liberalismo e il socialismo
