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T. de Chardin :
" Basta che la Verità appaia una sola volta, in una sola mente, perché nulla possa più impedire d'invadere tutto e d'incendiare tutto "

SAPERE AUDE - ET SI OMNES EGO NON

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considerando che non sempre concordo su tutto ciò che viene scritto ◄◄◄
Rifletti sul fatto che non è la ricchezza che manca... ma è la sovranità su di essa.

sabato 27 giugno 2026

Diciamolo in italiano

Diciamolo in italiano

La connotazione dell’inglese e il controllo del linguaggio pubblico

- Antonio Zoppetti -

" Davanti alla connotazione più prestigiosa degli anglicismi, la questione è la stessa:
o ci riappropriamo con fierezza delle nostre parole,
senza servili e provinciali complessi di inferiorità,
e riusciamo a dare loro una connotazione “alta” nel linguaggio pubblico,
oppure l’italiano è destinato a cedere il posto all’inglese e a trasformarsi in un ibrido.
E se gli anglicismi non cominceranno a essere stigmatizzati
così come si stigmatizza ciò che è discriminatorio e non inclusivo, non se ne esce. 
 Purtroppo, le cose stanno andando diversamente,
e il fortissimo revisionismo linguistico che muove chi controlla il dibattito pubblico
( e ha nelle mani le sorti dell’italiano )
sta cambiando i connotati del nostro idioma
e ci sta portando verso il nostro suicidio linguistico e culturale."


La nostra lingua è un bene comune. È un patrimonio di cultura, di bellezza,
di storia e di storie, di idee e di parole che appartiene a tutti noi,
che vale, che ci identifica come individui, come cittadini e come Paese.
Dovremmo averne cura.
( Annamaria Testa )

Oltre che amor proprio lo chiamerei igiene relazionale

L'importanza dei confini

L'importanza dei confini

Estratto
da un'intervista di Federico Dal Cortivo per il quotidiano l'ADIGE di Verona
al prof. Andrea Zhok filosofo accademico,
professore di antropologia filosofica e filosofia morale
presso l’Università di Milano, ricercatore e saggista.


La cancellazione dei confini è funzionale ai grandi interessi finanziari

Oggi in Europa chi è il nemico principale dei “ confini ” ?
E perché tutta la narrazione Unione Europea centrica finanziaria,
legata alle oligarchie internazionali del denaro
vede come fumo negli occhi ogni barriera che possa preservare l’identità dei Popoli ?

« Al netto delle motivazioni folcloristiche, degli appelli ai buoni sentimenti e altre amenità,
la motivazione dell’ostilità verso i confini è strutturale.
I confini statali sono per definizione confini politici.
Essi sono indispensabili per tutte le decisioni che sono prese
in termini politici, legislativi, giudiziari.
Le motivazioni di queste decisioni possono riguardare l’interesse pubblico,
l’onorabilità, la moralità, le credenze religiose, il patriottismo, la sicurezza nazionale, ecc...
Queste molteplici motivazioni possono concordare o confliggere con gli interessi economici,
e specificamente con i grandi interessi finanziari.

Ma la circostanza di un possibile conflitto
è altamente indesiderabile per ogni potere finanziario.
Secondo la modellistica economica,
si ha un’ottimizzazione dei processi di “creazione di valore” (massimizzazione dei profitti)
quando i principali fattori di produzione sono perfettamente mobili,
capaci di spostarsi alla ricerca dei migliori margini. Ergo,
si teorizza che un’economia approssima l’ottimalità 
quanto più liberamente in essa si possono muovere i capitali, le merci
e la forza lavoro ».


Una lettera da meditare

Una lettera da meditare

Lettera del dr. Federico Lenchi, specialista in Anestesia e Rianimazione
pubblicata dal “Corriere della Sera” e ripresa da “Letterina”, la newsletter di Stefano Mirti


Da giovani pensiamo che il tempo sia infinito, lo consumiamo senza farci caso,
convinti che ci sarà sempre un domani.
La professione medica mi ha insegnato invece
che il tempo è la risorsa più preziosa e fragile che possediamo.

Ricordo una donna sui 50 anni.
La malattia aveva ormai scritto il suo destino e noi medici lo sapevamo.
Lei forse lo intuiva, ma non voleva arrendersi.
Il giorno prima di morire mi guardò negli occhi e mi chiese:
Dottore, vero che guarirò ?

Non dimenticherò mai quella domanda.
Non era una richiesta di informazioni cliniche,
era il bisogno disperato di trattenere ancora un frammento di futuro.
In quel momento compresi che la speranza
è una delle ultime cose che abbandonano l’animo umano.

Ricordo anche un’altra scena, molto diversa.
Una ragazza arrivò in Rianimazione per una grave intossicazione da droghe.
Accanto a lei c’era il padre.
Un uomo distrutto da anni di sofferenza, notti insonni, tentativi falliti.
Mi disse: Dottore, la lasci morire ”.
Non era cattiveria o mancanza d’amore,
era il grido di un uomo al limite delle proprie forze.

In 54 anni di professione
ho imparato che il tempo non scorre allo stesso modo per tutti.
C’è il tempo di chi ha davanti tutta la vita e non se ne accorge.
C’è il tempo di chi sa che potrebbe essere vicino alla fine
e darebbe qualsiasi cosa per averne ancora un po’.
E c’è il tempo di chi soffre così tanto da desiderare che il tempo si fermi.

Noi medici viviamo spesso in mezzo a questi tempi diversi.
Vediamo speranze, paure, rimpianti e attese.
E impariamo che ciò che è limitato diventa prezioso.


... e un'intervista da seguire con attenzione.

spiegata dal dr. Lenchi in un incontro via web

giovedì 25 giugno 2026

Ipocrisia pedagogica e didattica odierna

Ipocrisia pedagogica e didattica odierna


Forse il compito più urgente della scuola contemporanea non è riempire le menti
ma salvare la presenza umana.

Da una scuola che serviva a diventare grandi e liberi pensatori
ad una che premia l'efficienza e lo standard di rendimento.



L'ovvio che nessuno vuol vedere.

Ecco spiegato come, con la scuola nata dalla rivoluzione '68ina
si è passati gradualmente dalla formazione di uomini riflessivi
... a quella di uomini reattivi

Avanti di questo passo non ci dovremo meravigliare 
quando la trasformazione tecnologica indottrinante in corso d'opera  
( supportata da una IA sempre più imperante e 
apparentemente inarrestabile )
a breve, inizierà a dare origine ad umani robotizzati
pronti a reagire ad ogni comando... senza più pensiero critico.


Stranieri

 Stranieri


Brano struggente e senza tempo.
( 1981 )
Allora quasi una premonizione.


Ed eccoci arrivati all'oggi.

" Non sembra vero / ma qui non siamo piu al sicuro...
malata di cancro la poesia...
la noia sempre piu invadente / noi piu soli e stranieri che mai "

Il testo completo

Morire qui in città / Davvero costa niente
Apparente vita che / Un finto abbraccio è
E l'allegria va via / Dai volti della gente
Nel fumo grigio tu / Non ti distingui più
Che occhi grandi hai / Ma il sole han visto mai ?
Lo so, ti perderò / Con l'ultimo metrò

Sorpassami anche tu / Almeno tu arrivassi
O magari tornerai / Ai vecchi giochi tuoi
È assurdo stare qua / Assurdo è regalarti
A questa tua città / Che muore e non lo sa

Che mani grandi hai / Cosa stringono mai ?
Il rumore di città / Il pianto tuo soffocherà
Ed io ti perderò ancora

Vicoli ciechi / Il pane per pochi / Di violenza finché ne vuoi
Un cielo sconfitto / Una preghiera in affitto
E sogni sfrattati / Di giorni ormai segnati

Non sembra vero / Ma qui non siamo più al sicuro
Malata di cancro, la poesia
L'asfalto è rovente / La noia sempre più invadente
Noi, più soli, più stranieri che mai
Che cosa siamo noi ?

Le luci di città / Inutile richiamo
Sciocca curiosità / Drogata fantasia
Ignara è la città / Ma c'è chi fa l'amore
L'amore è ancora qua / L'amore è qui in città
E non s'arrenderà l'amore

Non sembra vero / Ma qui non siamo più al sicuro
Malata di cancro, la poesia
L'asfalto è rovente / La noia sempre più invadente
Noi, più soli, più stranieri che mai