Oltre la lucidità
... c'e l'aver saputo presagire il dramma dell'attualità
“
In uno dei miei rari momenti di lucidità, mi sono guardato allo
specchio
e mi sono accorto che il mio pensiero aveva bisogno di un
lifting.
Al momento
ho attribuito questa mia defaiance a un mio precoce rincretinimento
senile.
Poi mi sono guardato intorno e…
non è che mi sia sentito intelligente, però mi sono consolato.
Ecco, ho capito che un uomo oggi meno esprime il suo pensiero meglio
è.
Tutt'al più può esprimere un parere.
Ma i pareri, si sa, son come i coglioni: ognuno c'ha i suoi.
E così, a poco a poco
in me è maturata l'idea che il mondo occidentale europeo, antica culla della civiltà,
avrebbe proprio bisogno di un nuovo pensatore, fresco e pieno di
vigore.
No, per carità, non intendo candidarmi.
Non sono né fresco né pieno di vigore e soprattutto non sono un
pensatore.
Ho soltanto la sensazione
che in questi nostri tempi pensare
voglia dire vivere in un cimitero.
Eh, sì, bisognerebbe ridar vita alla filosofia, che è morta,
poverina.
Certo, una nuova filosofia
che sappia illuminare la mente e riscaldare il cuore dell'uomo del
Duemila.
Solo che filosofare oggi, così ridotti come siamo,
è come in una gelida giornata d'inverno farsi addosso una pisciatina
per sentire un pò di teporino…”
- Giorgio Gaber -
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