Suggerimento

" Basta che la Verità appaia una sola volta, in una sola mente, perché nulla possa più impedire d'invadere tutto e d'incendiare tutto "
- T. de Chardin -

SAPERE AUDE - ET SI OMNES EGO NON

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considerando che non sempre concordo su tutto ciò che viene scritto ◄◄◄
Le persone non vogliono ascoltare la verità perché non vogliono vedere distrutte le proprie illusioni. - F. Nietzsche
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domenica 26 luglio 2026

Sono un pazzo

Sono un pazzo

Nei manicomi c'era gente pazza
gente rinchiusa che farneticava,
scriveva versi,
d'amor sempre parlava
mentre la guerra nel mondo divampava.
Di pazzi ce ne sono ancora tanti,
tutti ammalati di biro o di matita,
poi vi sono quelli con il cellulare
o con un tablet in mano ad armeggiare.
Ma i folli che più sono da scartare
son quelli che ancor hanno sentimento
sono dei matti fuori dal normale
che anche gli altri fanno stare male.
In passato c'è stato Baudelaire,
e tanti come lui stramaledetti,
si sono intossicati con la “ fata ”
che dall'assenzio avevan distillata.
Poi c'è stato Palazzeschi e Corazzini
e il Pascoli con i suoi strani amori
e infine anche Campana e la Merini,
pazzi son stati dai cervelli fini.
Anche loro inseguivano l'amore,
intrecciavano parole e turbamento
gente partita che andava contro vento
gente che ci stordiva con dei versi.
E or ci sono anch'io, altro ammalato,
che scrivo e parlo ognor da innamorato
pensieri assurdi e sentimenti persi.

- Salvatore Armando Santoro -
Settembre 2014

venerdì 19 giugno 2026

Canto all'Europa

Canto all’Europa


Chi canterà l’epopea di Europa,
l’antica bellezza insidiata da Giove ?
Chi canterà i suoi popoli
per millenni in guerra e divisi
eppure uniti
nel sogno lontano di un’unica patria ?
E chi ricorderà gli eroi polacchi
venuti a morire per l’Italia ?
Ma non togliete all’Europa i suoi papi,
i re e gli zar, perché di Europa son figli.

E non togliete neppure a questa madre
la santa Russia,
la barbara vigoria delle sue steppe,
il profondo risonare del suo cuore cristiano,
l’immensa vastità delle sue terre.
E Budapest e Praga dalle fresche brezze
che increspano le placide correnti del Danubio.

Non toglietele nulla,
perché mai è apparsa cosí bella e preziosa,
come un’antica dea saggia e immortale.

- Alda Gallerano -

Appunto.

Chi Chi canterà la vera Europa
che sino ad ora non si è voluta realizzare ?

Anch'io resto in attesa di auspicabili eventi risolutori.

domenica 24 maggio 2026

Poesia agnostica

Poesia agnostica

Girovagando là dove regna il buio della nostra esistenza
siamo consumati dal fuoco della passione per la conoscenza.
Mentre cerchiamo nell'oscurità di fare luce per conoscere il vero,
tutto quello che ci interessa accade nell'ombra, davvero.
Dove c'è molta luce, l'ombra è più nera,
non si sa niente degli uomini della storia vera.
Se l'esistenza diventa un mistero che si può affermare
non ci resta come altra consolazione la voglia di amare.

- Giulio Ripa -

sabato 16 maggio 2026

Poesia sufi

Poesia sufi


C o m e    s a p e r    p u o i
t u    c h e    r e c h i    m a i
d e l    c i e l    l a    v o l t a
S e    n u l l a    s a i    d i    c i ò
c h e    i n    c a s a    t u a    a v v i e n    t a l v o l t a   ?

- Sa'adi al-Shirāzi -

venerdì 15 maggio 2026

Il sacro viaggio dell'anima

Il sacro viaggio dell'anima

È nello stupore che inizia la guarigione

Vedo troppe anime correre,
Vedo troppe anime attraversare i giorni come fossero campi di battaglia..
Vedo troppe anime sempre di fretta perdendo il contatto con la realtà.

Ascoltate queste parole
come fossero vento che vi e ti chiama a rallentare:

Non guarirai riempiendoti di stimoli.
Non ti ritroverai aggiungendo altre cose da fare.
La tua anima non ha bisogno di altro…
Ha bisogno di spazio.

Lo stupore è la medicina dei cuori stanchi.
La meraviglia è il canto della parte più antica e luminosa
che vive in te.

Ma come potrai incantarla,
se sei troppo occupato a sopravvivere?

Viviamo in un tempo dove nessuno ha più tempo.

Né per commuoversi. Né per innamorarsi.
Né per stare in silenzio con sé stesso.

E così l'anima si ammala…
non di qualcosa che manca, ma di troppo.

Troppi pensieri. Troppe notifiche. Troppa fuga da sé.

Ma la bellezza, quella vera, quella che salva,
nasce solo da una mente vuota.

Da uno spazio sacro dove tutto può accadere,
perché finalmente non c’è più nulla da trattenere.

Solo così puoi vedere. Solo così puoi sentire.
Solo così… cominci a guarire.

Torna a commuoverti.
Torna a stupirti per un filo d’erba, per una parola gentile,
per una lacrima che scende.

È lì, in quell’attimo di silenzio e presenza,
che ritrovi te stesso.

- Alessandro D’Adamo -

mercoledì 13 maggio 2026

I limoni

I limoni

...
Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s’abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l’anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d’intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno più languisce.

- Eugenio Montale -


martedì 5 maggio 2026

Stare ai margini

Stare ai margini


Scegliere di stare ai margini non è fuggire.
È ascoltare da una distanza giusta.
Lì dove il rumore si attenua,
dove le aspettative degli altri smettono di spingere,
dove puoi finalmente sentire il tuo passo
senza doverlo spiegare.

Ai margini non si è invisibili.
Si è integri.
Si osserva meglio il centro,
si capisce cosa conta davvero
e cosa, invece, chiede solo attenzione inutile.

C’è una forza quieta in questa scelta.
Non cerca consenso,
non pretende approvazione.
Esiste e basta.

Stare ai margini è questo: sentire senza esibirsi,
restare senza possedere, esserci senza occupare.

Buonanotte a chi sceglie il bordo,
non per paura, ma per verità.

Ripreso da :
Laspadaeilventaglio - Facebook

mercoledì 15 aprile 2026

Altrove

Altrove


Che bel posto “Altrove”.
Io ci vado sempre
io mi ci perdo sempre.
Ma tu ci sei mai stato ?

“Altrove” è il paese dei sognatori
dei poeti e dei pazzi.
Ci trovi tutti loro
che fissando un punto nel vuoto
si ritrovano lì… “Altrove”.

“Altrove” è come essere distesi su una nuvola
con la testa annebbiata
e il cervello cotto
e tutto il mondo ti passa sotto.
Vedi il mondo dall’alto del cielo
e le formiche si muovono
così, senza tempo.

“Altrove” è un posto magico
ma non tutti possono entrarci:
perché serve il passaporto
col timbro e la firma del Re dei distratti
questa è la realtà dei fatti.

Sii distratto, sii disavveduto, sii pazzo
se sarai accorto
avrai anche tu il tuo passaporto.

E quando non saprai andare …
Dove ?
Potrai andare “Altrove”.

- Daniele Cerioni -

🌟

Occorre attraversare Confini per recarsi in quell'Altrove.

A volte ancora lo faccio. 

martedì 7 aprile 2026

Consolami

Consolami



Consolami
quando ormai è tardi
e il mio cuore è più buio della notte.

Quando tutto è freddo e spoglio
e il non finire delle stelle mi assale mentre dormo.
Consolami.

Consolami
quando fiumi e venti mi portano lontano, 
via da qui,
dove la vita mi addolcisce
e  la solitudine è l'unica compagna.

Consolami
quando le parole sono inutili,
quando il sole è spento
e l'inverno impera tutt'attorno e dentro me.

- Anonimo -

martedì 31 marzo 2026

All'imbrunire

All'imbrunire


All'imbrunire
si spengono le luci nei giardini.
Svaniscono i colori
e le corolle cingono il cuore dei fiori.
Non c'é più nulla da ammirare
se non contemplare in cielo la Luna.

Al'An


mercoledì 25 marzo 2026

L'Annunciazione

L'Annunciazione


Annunciazione tra i santi Ansano e Massima
di Simone Martini e Lippo Memmi
Uffizi - Firenze


Gabriel
Il tempo era maturo.
La storia è come un albero che cresce.
La donna, quella vergine che viveva a Nazareth,
era come un olivo, un albero di pace,
appena una ragazza.
Io portavo la parola.
Volavo come la colomba che Noè fece uscire dall'arca.
E come allora la colomba, io volavo sull'acqua.
E all'improvviso apparve sull'acqua quella donna,
per questo dico che è come un olivo,
e la parola passò da me a lei.
Tremavo, la parola: io sono stato da lei creato.
E la portavo in me, come si porta il fuoco,
soffrendo, perché la parola brucia.
Lei rimase appena sconcertata.
Le dissi: o tu, beata, piena di grazia.
Lei mi guardò.
Si: per la gloria posso dirlo.
Questa è la mia glorialei mi guardò.
Ed io
che non ho mai chinato la testa se non davanti al Dio vivente,
mi sono inginocchiato.
La mia forma d'uomo si prostrò, perché lei mi guardava,
ed io che non ho mai tremato, ero preso da timore,
tremavo lo ripeto.
Era lei, la donna, che m'incuteva quel timore,
era lei quella che avrebbe sconfitto il serpente.
Dicevo: oh, tu beata, piena di grazia.
E la parola da me fluiva in lei, incorporandosi,
cercando il suo seno di vergine,
trovando infine quello che cercava e rivestendosi di carne.
E lei era già madre.
Dicevo: non temere, il Signore è con te,
ma lei non tremò,
era soltanto un po' meravigliata.
Disse: sono colei che serve il Signore,
la parola che hai portato compia in me il suo volere.
E in quel momento
la cellula nel suo seno germinò e si divise,
e la parola divenne carne.
Mi ritrassi nell'ombra
e d'allora io sono quello che l'annuncio ha portato,
Gabriel
uno dei sette che sta davanti al trono di Dio, l'altissimo.

giovedì 19 marzo 2026

Un giorno la pioggia

Un giorno la pioggia



La pioggia non chiede attenzione, eppure la ottiene.
Non parla,
ma il suo suono riempie lo spazio tra un pensiero e l’altro.
Ascoltala cadere.
Non seguirla, non interpretarla.
Lascia che il rumore dell’acqua diventi continuo, come il respiro.
Quando la pioggia scorre, anche i pensieri possono scorrere.
E quando smetti di trattenerli, resta solo il suono.
In quel suono, per un istante,
non c’è passato, non c’è attesa.
Solo presenza.

Occhi aperti.
Un gatto che sospira.
Cade la pioggia.

- Hisao 2026 -

lunedì 16 marzo 2026

Fango

Fango


Tutto ciò ch'è eterno lo raccontano gli alberi al fango
quando sembra giacere immobile il suo sguardo.

Il suo pensiero è lungo e forte oltre il tempo.

E mentre la foschia si dissolve nel ciclo del giorno
tra le ombre del fiume si specchiano i rami splendendo.

È la foresta che respira sull'acqua e parla con Dio.

Racconterà di te e di tutti gli altri
di quando sei divenuto terra
e hai potuto donare a lei per sempre i tuoi segreti di uomo.

- Anonimo -

domenica 8 febbraio 2026

Oscurità e forze

Oscurità e forze

Tu dici: La nostra causa va male. L’oscurità cresce. Le forze calano.
Abbiamo lavorato per anni, e ora siamo messi peggio di prima.
Ma il nemico ?
Ora sembra più forte che mai.
Ha assunto l’aspetto di ciò che non può essere sconfitto.
Noi invece abbiamo commesso errori,
siamo meno numerosi, le nostre parole confuse,
e molti dei nostri slogan sono stati distorti dal nemico.
Cosa resta di ciò che abbiamo detto ? Su chi possiamo ancora contare ?
Siamo rimasti soli, espulsi dal flusso vitale
Resteremo indietro, incompresi da chi ci capiva
e incapaci di capire chi verrebbe dopo ?
Devo confidare nella fortuna ?
Se me lo chiedi,
non aspettarti altro se non le tue stesse risposte !

- B. Brecht -

mercoledì 28 gennaio 2026

La generazione sfortunata

La generazione sfortunata


...
oh sfortunata generazione
piangerai, ma di lacrime senza vita
perché forse non saprai neanche riandare
a ciò che non avendo avuto non hai neanche perduto
...

- Pier Paolo Pasolini -


Comunque la si pensi sul personaggio
gli va riconosciuto di essere un punto di riferimento
per dialoghi chiave nella ricerca del capirsi. 

domenica 21 dicembre 2025

Solstizio d'Inverno

Solstizio d'Inverno

Psicologia del Silenzio


Languore d’inverno.

Nel mondo di un solo colore

Il suono del vento ”

- Matsuo Basho -





Allineamento del sole all'alba


Cieco chi non vede il sole,
stolto chi nol conosce, ingrato chi nol ringrazia;
se tanto è il lume, tanto il bene, tanto il beneficio;
per cui risplende, per cui eccelle, per cui giova;
maestro dei sensi, padre di sustanze autor di vita.

- Giordano Bruno -

martedì 4 novembre 2025

Certe anime si sfiorano appena

Certe anime si sfiorano appena


Certe Anime si sfiorano appena
Foglie lambite da un refolo di vento
Che stanche, si staccano dai rami
E cadon lente, sospese,
Poggiandosi per terra
Dopo l’agonia lieta dell’avvitamento

Certe Anime si sfiorano appena
Come pesci tropicali in fondo al mare
Silenzio e tenebre,
Ma tutto è percezione:
Dal più cruento dei pericoli
All’infinito Amore

Certe Anime -invece- non si sfiorano (!)
Come meteore, entrano in collisione
E si distruggono in migliaia di frammenti
E si distraggono -inconsci- nel fragore
Dell’esplosione che hanno generato
Perdendosi tra l’infinito,
E il buio - e il freddo -
Dell’oblìo.

- Michele Rizzi -

domenica 2 novembre 2025

Pier Paolo

PIER PAOLO

di EDUARDO DE FILIPPO

Non li toccate / quei diciotto sassi
che fanno aiuola
con a capo issata / la « spalliera » di Cristo.

I fiori / 
quando saranno secchi,
quelli toglieteli,
ma la « spalliera » / povera e sovrana,
e quei diciotto irregolari sassi,
messi a difesa / di una voce altissima,
non li togliete più.

Penserà il vento / a levigarli,
per addolcirne / gli angoli pungenti;
penserà il sole / a renderli cocenti,
arroventati / come il suo pensiero;
cadrà la pioggia / e li farà lucenti,
come la luce / delle sue parole;
penserà la « spalliera »
a darci ancora / la fede e la speranza
in Cristo povero.

[ 1975 ]

Una poesia di Eduardo per la morte di Pasolini

2 Novembre 1975

giovedì 30 ottobre 2025

Ars poetica

Ars poetica


Ogni tua poesia
crea come fosse l’ultima.
In questo secolo in volo
supersonico e saturo di stronzio,
carico di terrorismo,
sempre più improvvisa arriva la morte.
Ogni tua parola invia
come l’ultima prima della fucilazione,
un grido impresso nel muro della prigione.
Non hai diritto ad una menzogna,
neanche fosse un piccolo bel gioco.
Semplicemente non avrai il tempo
di correggere da solo il tuo errore.
Laconicamente e senza pietà
ogni tua poesia scrivi col sangue
come fosse un addio.

- Blaga Dimitrova -

sabato 25 ottobre 2025

Ode al vento occidentale

Ode al vento occidentale

Una poesia di P.B. Shelley che parla di speranza
Il soffio divino che ci da la vita

I.
Oh tu Vento selvaggio occidentale, alito
della vita d’Autunno, oh presenza invisibile da cui
le foglie morte sono trascinate, come spettri in fuga

da un mago incantatore, gialle e nere,
pallide e del rossore della febbre, moltitudini
che il contagio ha colpito: oh tu che guidi

i semi alati ai loro letti oscuri
dell’inverno in cui giacciono freddi e profondi
come una spoglia sepolta nella tomba,

finché la tua azzurra sorella della Primavera
non farà udire la squilla sulla terra in sogno
e colmerà di profumi e di colori vividi

il colle e la pianura, nell’aria i lievi bocci
conducendo simili a greggi al pascolo; oh Spirito selvaggio,
tu che dovunque t’agiti, e distruggi e proteggi: ascolta, ascolta !
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