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Le persone non vogliono ascoltare la verità perché non vogliono vedere distrutte le proprie illusioni. - F. Nietzsche
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sabato 1 agosto 2026

Gli ultimi giorni dell'umanità

Gli ultimi giorni dell'umanità


Cosa accade
quando il linguaggio si corrompe e la propaganda sostituisce il pensiero ?



     È impossibile spiegare a parole questo film.
Soltanto la magia immersiva di certe immagini può farlo.

Com’è stato possibile che l’Europa
- allora centro del mondo e culla di una straordinaria civiltà -
precipitasse nella catastrofe del 1914 ?
Perché
una tragedia che molti grandi spiriti avevano intuito e denunciato non fu evitata ?

Guardarlo o riguardarlo è un invito a interrogarsi sul presente.

sabato 25 luglio 2026

EUR-ASIA

EUR-ASIA

Lavori in corso d'opera

Aveva Capito Tutto E Lo Diceva
- 30 -

Dieci anni dopo, rilette alla luce di ciò che sta avvenendo
suscitano ancora più turbamento quelle parole di Oriana Fallaci.

Da rimeditare... sicuramente con molta attenzione
riflettendo particolarmente su CHI... dovremo ringraziare.


E come volevasi dimostrare...

L’Europa ha chiuso il fascicolo prima ancora di aprirlo. Il 22 luglio 2026 la Commissione europea ha sbarrato la strada all’Iniziativa dei cittadini "Save Europe Act", un progetto che chiedeva di congelare i nuovi canali d'ingresso da Paesi non occidentali e ridisegnare le regole d’asilo. La motivazione è di tipo giuridico: pretendere un filtro basato sulla provenienza "occidentale" configura una discriminazione etnica, fornendo a Bruxelles la leva legale per stoppare la raccolta firme prima ancora del raggiungimento del milione di adesioni.
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giovedì 2 luglio 2026

Écône e l’irrilevanza dell'Europa

Écône e l’irrilevanza dell'Europea


Il 1° luglio, a Écône,
la Fraternità San Pio X consacra quattro vescovi senza mandato pontificio,
sfidando l’ultimo appello di Leone XIV.
Scatta la scomunica automatica prevista dal diritto canonico.
È solo uno dei tanti fatti emblematici di un’epoca
in cui comunità e Stati, quando percepiscono una minaccia al proprio ordine,
scelgono di rifugiarsi nell’identità e di nascondersi dietro lo stato di necessità:
la Russia che invoca la sopravvivenza del proprio spazio imperiale,
Washington che liquida il multilateralismo come vincolo insopportabile,
ogni forma di fortezza che preferisce l’isolamento alla regola condivisa.
Lo scisma lefebvriano ne è la versione più piccola e più nitida:
la stessa sintassi psicologica dell’assedio,
applicata a un seminario svizzero invece che a un confine.
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martedì 9 giugno 2026

Il riflesso del Sole d'Oriente

Il riflesso del Sole d'Oriente

La persianizzazione dell’Impero Romano

Esiste un tipo di sconfitta che non si vede sui campi di battaglia.
É lenta e strutturale.
Non è la sconfitta del vinto - è quella del vincitore.
Accade quando un Impero,
nell’atto di combattere contro ciò che non riesce a distruggere,
comincia ad assomigliargli: per necessità, per contagio, per la logica oscura
per cui ogni cosa combattuta abbastanza a lungo finisce per abitare chi la combatte.
La storia di Roma e della Persia è la storia esemplare di questo meccanismo.
Ma è anche, come vedremo, una storia che non è mai finita.



giovedì 30 aprile 2026

Ricostruire l'identità europea

Ricostruire l'identità europea

1932

Oggi l’Europa si trova ad affrontare il crollo della cultura laica e aristocratica
su cui si è basata la seconda fase della sua unità.
Sentiamo una volta di più la necessità di unità spirituale o almeno morale.

Siamo consapevoli
dell’inadeguatezza di una cultura puramente umanistica e occidentale.
Non possiamo più accontentarci di una civiltà aristocratica,
che trova la sua unità nelle cose esteriori e superficiali
e ignora i bisogni più profondi della natura spirituale dell’uomo.
E allo stesso tempo
non abbiamo più la stessa fiducia nella superiorità innata della civiltà occidentale
e nel suo diritto a dominare il mondo.
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giovedì 23 aprile 2026

Il Cilindro di Ciro

Il Cilindro di Ciro


Indeciso se attaccare o meno la Persia
Creso - sovrano delle Lidia - chiese un responso all'oracolo di Delfi.
La Pizia gli rispose così:
" Se Creso attraverserà il fiume Halys, cadrà un grande impero. "
Creso, interpretandolo come un presagio a lui favorevole
pensò si riferisse alla caduta all'impero persiano.
Invece la Pizia, che non mente mai, si riferiva al suo impero
che cessò infatti di esistere dopo la battaglia che ne seguì.
Ergo ...

bisogna fare attenzione a promettere, in stile oracolare...
che un'intera civiltà " ... sarà distrutta stanotte "
perché si sa:
le divinità hanno uno strano senso dell'umorismo.


Dopo aver conquistato Babilonia
il re persiano Ciro il Grande
fece incidere sull'argilla la sua politica riguardo la libertà religiosa
... e la fine della schiavitù.
Il Cilindro di Ciro (539 a.C.)
può essere considerato di fatto il primo manifesto dei diritti umani
elaborato 2315 anni prima della fondazione degli USA e 2487 di Israele. 

Nell'attualità degli eventi non riscontri inquietanti somiglianze ?

venerdì 27 marzo 2026

Il cervo e il cavallo

Il cervo e il cavallo


Capovolgere deliberatamente la realtà
... come ad esempio chiamare donne gli uomini ...
serve per consolidare il potere, intimidire, eliminare il dissenso
e costringere tutti a una complicità forzata.

Non è solo menzogna: è un test di sottomissione collettiva.

Il proverbio cinese " indicare un cervo e chiamarlo cavallo "
nasce alla fine della dinastia Qin.
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sabato 21 marzo 2026

Picconata antesignana

Picconata antesignana

Aveva Capito Tutto Lo Diceva
- 26 -

« Il 1968 è finito, il movimentismo degli anni ’70 è finito,
l’egemonismo pseudo culturale di una certa ideologia,
che ha investito la dialettica politica ed istituzionale per quarant’anni,
è finito.
Dobbiamo restaurare i principi semplici e chiari della democrazia liberale,
il carattere augusto della Magistratura,
la sottoposizione del giudice alla legge e soltanto alla legge
e non al potere esecutivo, né al Parlamento, né al Consiglio Superiore della Magistratura,
né ad Associazioni, né a correnti; alla legge quale definita dalla Costituzione,
atto di sovranità del Parlamento e non alla legge che sia fumosa fantasticheria di ideologie,
di creazione libera e che ricorda molto le teorie vishinskiane del diritto
non meno che quelle di origine nazista ».

- Francesco Cossiga -
12 Giugno 1991 - Seduta presso il CSM

domenica 15 marzo 2026

Idi di Marzo

Idi di Marzo

Le Idi di Marzo sono il giorno del calendario romano contrassegnato come Idus,
all'incirca il punto medio di un mese, di Martius, corrispondente al 15 marzo del calendario gregoriano.
( Wikipedia )


Edward Poynter (1836–1919)
Le idi di Marzo, 153 x 112.6 cm, Manchester Art Gallery

" Non c'è bisogno di una grande folla per provocare una rivoluzione.
Sono i pochi, i saggi a iniziare il cambiamento."

venerdì 13 marzo 2026

Furti storici

Furti storici

In particolare sul furto della nostra Storia occidentale
da parte dell’élite.

L’Ortodossia attraverso i miti occidentali
Il passato distorto: una reinterpretazione dell’Europa
pg 159
traduzione dello storico spagnolo Josep Fontana

Non è sufficiente attaccare questi fatti a causa della loro ingiustizia,
chiedendo la parità di trattamento per gli esclusi.
Sarebbe un’impresa inutile, a meno che allo stesso tempo
non si possa smantellare il quadro di idee che giustifica l’esclusione.
In questo quadro una componente essenziale
è la visione della storia che legittima la superiorità degli europei
a causa del loro ruolo nel fomentare il progresso universale
e che cerca di convertire tutti noi in complici di tutti i loro abusi,
nascondendoci il fatto che il progresso
è stato raggiunto a discapito della maggior parte di quegli stessi europei.
Infatti il punto non è che questa visione eurocentrica
privi i non europei della loro storia ( anche se lo fa ).
Il suo obiettivo più importante
è sicuramente quello di privare della propria storia gran parte dei popoli europei stessi,
tacendo loro il fatto che hanno un passato diverso
da quello che è stato canonizzato come storia ufficiale.
Nasconde loro anche il fatto che in questo passato
essi possono trovare una vasta gamma di speranze e possibilità non realizzate
e che molto di ciò che è stato loro presentato come progresso
è solo una maschera per coprire varie forme di appropriazione economica
e di controllo sociale.
 Quando togliamo alle classi inferiori la loro storia e la loro coscienza,
le riduciamo al ruolo di selvaggi nei loro paesi.
Questo è accaduto in passato per i contadini
che hanno cercato il progresso nell’ambito della loro agricoltura di base comunitaria
e agli artigiani che volevano macchine messe al servizio del genere umano.


martedì 10 marzo 2026

Mondialismo in progress

Mondialismo in progress

Aveva Capito Tutto Lo Diceva
- 25 -

Per comprendere che cosa sia il Nuovo Ordine Mondiale
è necessario ricostruire le tappe storiche che hanno portato, attraverso i secoli,
allo sviluppo dell’ideologia mondialista, riscoprendone le radici e i presupposti filosofici
( ma anche spirituali e teologici ).
L’ideologia del NWO, infatti, attinge la sua linfa vitale da un preciso contesto storico
identificabile con il mondo protestante dei secoli XVII e XVIII.
È a partire dall’Inghilterra protestante

che l’idea di una Nuova Era di “ trasformazione del mondo ”,
di un progetto prima utopistico e poi politico di “ rinnovamento ” dell’umanità
trova adesione, sostegno e suoi primi “ profeti ”: un progetto nato inizialmente
come contraltare all’universalismo della nemica Chiesa Cattolica e dell’Impero Asburgico
e fusosi, successivamente, con analoghe correnti fiorite nello stesso periodo in Nord Europa.
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lunedì 20 ottobre 2025

I bambini di Gorla

I bambini di Gorla



Il contesto è quello del 20 ottobre 1944
quando un bombardamento degli alleati americani
colpì la scuola elementare Francesco Crispi nel quartiere di Gorla
provocando la morte di 184 bambini e delle loro maestre.

I piccoli alunni stavano scendendo ordinatamente nel rifugio antiaereo
come avevano imparato a fare durante i frequenti allarmi.
Non fecero in tempo.
riposano insieme nel Tempietto votivo del cimitero di Gorla
dove una lapide recita:
" Non avevano colpa se non quella di essere nati "

domenica 12 ottobre 2025

Il sangue e le ossa

Il sangue e le ossa

12 Ottobre 1492


Le conseguenze etiche e morali
sono nelle parole riprese dalla saggezza di un popolo fiero
- i nativi americani -
quelli che hanno fatto passare per selvaggi.

Un popolo perseguitato e violentato, depredato, ingannato !

Quando il sangue delle tue vene ritornerà al mare
e la polvere delle tue ossa ritornerà alla terra
forse ricorderai che questa terra non appartiene a te
ma che tu appartieni a questa terra.

domenica 28 settembre 2025

Furti storici e ricerca radici spirituale

Furti storici e ricerca radici spirituali

Sul furto della storia da parte dell’élite
specialmente della nostra storia occidentale.

Estratto da: L’Ortodossia attraverso i miti occidentali
Il passato distorto: una reinterpretazione dell’Europa
dalla rivista Orthodox England, vol. 14, n. 3 (marzo 2011)
Pag. 159

[...]
In questo quadro una componente essenziale è la visione della storia che legittima la superiorità degli europei a causa del loro ruolo nel fomentare il progresso universale e che cerca di convertire tutti noi in complici di tutti i loro abusi, nascondendoci il fatto che il progresso è stato raggiunto a discapito della maggior parte di quegli stessi europei. Infatti il punto non è che questa visione eurocentrica privi i non europei della loro storia (anche se lo fa).
Il suo obiettivo più importante è sicuramente quello di privare della propria storia gran parte dei popoli europei stessi, tacendo loro il fatto che hanno un passato diverso da quello che è stato canonizzato come storia ufficiale.
Nasconde loro anche il fatto che in questo passato essi possono trovare una vasta gamma di speranze e possibilità non realizzate e che molto di ciò che è stato loro presentato come progresso è solo una maschera per coprire varie forme di appropriazione economica e di controllo sociale.
Quando togliamo alle classi inferiori la loro storia e la loro coscienza, le riduciamo al ruolo di selvaggi nei loro paesi.
Questo è accaduto in passato per i contadini che hanno cercato il progresso nell’ambito della loro agricoltura di base comunitaria e agli artigiani che volevano macchine messe al servizio del genere umano.

Traduzione di Josep Fontana


Il futuro dell’Europa è al di là dell’umanesimo superficiale
nella ricerca di una tradizione spirituale più profonda.

[...]
Oggi l’Europa si trova ad affrontare il crollo della cultura laica e aristocratica su cui si è basata la seconda fase della sua unità. Sentiamo una volta di più la necessità di unità spirituale o almeno morale.
Siamo consapevoli dell’inadeguatezza di una cultura puramente umanistica e occidentale.
Non possiamo più accontentarci di una civiltà aristocratica, che trova la sua unità nelle cose esteriori e superficiali e ignora i bisogni più profondi della natura spirituale dell’uomo. E allo stesso tempo non abbiamo più la stessa fiducia nella superiorità innata della civiltà occidentale e nel suo diritto a dominare il mondo.
Siamo consapevoli delle rivendicazioni delle razze e culture soggette e sentiamo il bisogno sia di protezione dalle forze insorgenti del mondo orientale sia di un contatto più stretto con le sue tradizioni spirituali.
Come soddisfare questi bisogni, o se è possibile soddisfarli, possiamo al momento solo ipotizzarlo.
Ma è bene ricordare che l’unità della nostra civiltà non si basa interamente sulla cultura laica e sul progresso materiale degli ultimi quattro secoli.
Ci sono tradizioni più profonde di queste in Europa, e dobbiamo tornare indietro oltre l’Umanesimo e i trionfi superficiali della civiltà moderna, se vogliamo scoprire le forze sociali e spirituali fondamentali che hanno portato alla creazione dell’Europa.

Estratto da:  The making Europe (La creazione dell’Europa)
- Christopher Dawson - 

martedì 23 settembre 2025

Inganni

INGANNI

Così l'Europa ci ruba la Patria

Aveva Capito Tutto Lo Diceva

- 14 -


- Ida Magli -
Il Giornale - 11 Aprile 2001

Barbara Spinelli ha pubblicato su La Stampa dell’8 aprile scorso un appassionato editoriale in cui invoca la rapida realizzazione dell’Europa come Patria, una patria della quale sente l’urgenza di fronte ai localismi regionali, alla loro pretesa di porsi come piccole nazioni, in realtà egoiste e chiuse ai problemi che oggi appaiono sempre più come problemi mondiali. Prendendo lo spunto dal discorso pronunciato dal tedesco Rau davanti al Parlamento di Strasburgo (un discorso ampiamente commentato e fatto proprio da Carlo Azeglio Ciampi) Barbara Spinelli mette fine al gioco delle parti in tema di Europa cui fino ad oggi si sono attenuti governanti, politici e giornalisti davanti agli occhi dei cittadini. Un gioco delle parti ipocrita e indegno della sbandierata democrazia che, a sentir loro, vige nei Paesi dell’Unione e teso esclusivamente a non far capire ai popoli quale enorme progetto politico si stia realizzando e quale ne sia la meta: la fine delle patrie-nazioni e l’adozione "a freddo" (come dice la Spinelli) dell’Europa come Patria.

Bisogna essere grati a Spinelli di questo editoriale. Si spera che, uscendo dall’ambiguità e dal complice silenzio, molti altri si sentano in dovere di dibattere a viso aperto di questo che è il vero, determinante problema politico che dobbiamo affrontare. Si tratta di fare una scelta che probabilmente è l’ultima a disposizione dell’Occidente europeo (sottolineo: Occidente): o tornare indietro, trovando gli opportuni aggiustamenti economici e politici fra i vari Stati, oppure affrontare già nell’immediato futuro terribili scontri per non scomparire. Il punto di vista di coloro che guardano all’Unione Europea in buona fede proprio come soluzione a questo destino, è in apparenza molto bello ma fondato sul vuoto: il vuoto dell’umano. L’umano costituito dall’insopprimibile desiderio di aumentare il proprio potere da parte dei governanti, un desiderio che li ha sempre condotti a mettere a rischio fino alla morte i propri popoli e dal quale non si capisce come mai si possa credere o sperare che i governanti attuali siano definitivamente immuni. Insomma: chi comanderà in Europa ? Perché il Presidente francese, o quello tedesco non dovrebbero tendere ad aumentare il proprio potere ? Perché c’è la democrazia ? Ma l’Unione Europea viene portata avanti priva della forza della democrazia proprio perché si teme il giudizio negativo dei popoli. Dunque si è creato un terribile circolo vizioso, lo stesso nel quale si dibatte la moneta unica: è debole perché mancano le istituzioni politiche (come affermano gli economisti), ma è stata realizzata così in quanto era più facile che non le istituzioni. Astuzie senza via d’uscita.


domenica 14 settembre 2025

sabato 9 agosto 2025

Fat Man

Fat Man

Giovedì 9 agosto 1945, ore 11.04
la seconda bomba atomica, “Fat Man”, lanciata sul Giappone,
distrugge gran parte di Nagasaki.
Il medico Takashi Paolo Nagai ( “ Servo di Dio ” )
racconta come perse l’amata moglie Midori.
Storia di una conversione tra fede e guerra.

Il rosario di Nagasaki


Siamo in Giappone tra la seconda metà degli anni Trenta e i primi anni Quaranta.
Takashi Nagai, fisico di formazione,
è un giovane medico che lavora nel neonato reparto di Radiologia
della Facoltà di Medicina di Nagasaki.
Qualche anno prima, da specializzando in medicina,
ogni mattina vedeva dalla finestra del suo laboratorio delle persone
che in fila andavano nella cattedrale e, poi, ne uscivano.
La chiesa era alle spalle dell’istituto universitario, nel quartiere di Urakami,
l’unica piccola enclave cattolica
sopravvissuta in Giappone, da secoli, alle atroci persecuzioni.
« Mi faceva quasi ridere – dirà poi nel suo diario
quel ridicolo credere in questa fede occidentale ».
Infatti, durante gli studi universitari, Takashi,
come tutti i giovani affascinati dal metodo sperimentale,
si era convinto che la scienza fosse solo l’unica risposta ai quesiti della vita.
Si era formato, come dirà poi, non senza vergogna, « ... nel sicuro materialismo ».
Questa fede “scientifica”
si era ulteriormente cementificata nelle ore passate in obitorio a sezionare cadaveri,
sempre più convinto
« ... che la vita è solo un insieme di elementi materiali, da studiare oggettivamente ».
 Anima, Dio, eternità ? Tutte favole.
« La vita [per me] durava fino alla tomba. Poi niente più ».


mercoledì 6 agosto 2025

Il Ginkgo

Il Ginkgo

Anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki
6 - 9 agosto 1945

“ Quando la bomba atomica trasformò la città di Hiroshima in un deserto annerito,
un vecchio ginkgo cadde fulminato vicino al centro dell’esplosione.
L’albero rimase calcinato come il tempio buddista che proteggeva.
Tre anni dopo qualcuno scoprì che una lucina verde spuntava nel carbone.
Il Ginkgo aveva buttato fuori un germoglio.
L’albero rinacque, aprì le braccia, fiorì.
Quel superstite della strage è ancora là.”

- Eduardo Galeano -


Dal ricordo di quella tragedia e a motivo di speranza
sono scaturite quelle parole che racchiudono in sé
una meravigliosa metafora sulla rinascita della Vita.

martedì 29 luglio 2025

Sulle orme del Papa eremita

Sulle orme del Papa eremita

Le premesse ci sono tutte: anno giubilare e, insieme, anno di conclave.
C'è un cammino in Italia che consente di riallacciare le fila di queste storie.
È il Cammino grande di Celestino.
Rientra nel novero di quelli pensati e ideati dall'Ufficio speciale per la ricostruzione,
grazie ai finanziamenti del Pnrr.
S'inserisce, dunque, in un dedalo di proposte di «turismo lento»
che, intersecandosi, giungono a coprire quasi tutto il territorio della regione.
Esse evidenziano, ancor di più, la vocazione naturale dell'Abruzzo per il genere.
La regione verde d'Europa, con i suoi grandi silenzi
sembra, infatti, l'ideale per quanti intendano percorrerla e lentamente scoprirla.
Magari in compagnia, ma senza rinunziare al tempo della riflessione interiore.
In Abruzzo, inoltre, sono tanti i percorsi che dalla montagna giungono fino al mare.
Il Cammino grande di Celestino rientra nel genere:
in dodici tappe dalla Basilica di Collemaggio ad Ortona.
Con l'auspicio che si trovino le risorse per spingersi fino al Gargano,
teatro della tentata fuga di Celestino verso la Grecia.



" ... tra i quali furono accolti alcuni francescani della corrente degli spirituali che aspettavano l’avverarsi di alcune previsioni del calabrese abate Gioacchino di spirito profetico dotato, e tra l’altro l’incoronazione di un «papa angelico». Quest’ultima profezia sembrò realizzarsi nel 1292 quando Pietro da Morrone fu eletto Papa; ma fu breve speranza, perché, dopo cinque mesi di penosa esperienza, durante i quali si cercò di compromettere il nuovo papa nelle meschine e acerbe lotte tra gli Orsini, i Colonna e i Caetani che si agitavano nella stessa Curia, egli pronunziò solenne rinunzia al papato, compiendo un gesto senza esempio nella storia della Chiesa. Quell’atto gli valse di essere relegato da Dante, amareggiato in alcune sue illusioni politiche, tra gli «ignavi», nel vestibolo dell’ Inferno (perché «fece per viltade il gran rifiuto»); ma la decisione del monaco posto a scegliere tra due forme di vita che gli apparivano inconciliabili, il papato e la santità, può essere ora giudicata in un senso ben diverso, come atto di cristiana sincerità. E in quel senso San Celestino V è certamente da ammirare come il più abruzzese dei Santi: non si può capire un certo aspetto dell’Abruzzo senza capire lui.“ - Ignazio Silone - 1948 - dalla presentazione dell’Abruzzo per il Touring Club