Cosa accade quando il linguaggio si corrompe e la propaganda sostituisce il pensiero ?
È impossibile spiegare a parole questo film. Soltanto la magia immersiva di certe
immagini può farlo.
Com’è stato possibile che l’Europa - allora centro del mondo e culla di una
straordinaria civiltà - precipitasse nella catastrofe del 1914 ? Perché una
tragedia che molti grandi spiriti avevano intuito e denunciato non fu
evitata ?
Guardarlo o riguardarlo è un invito a interrogarsi sul presente.
" Quando Dio ti dice cosa fare ... non devi esitare. "
Un film-denuncia sul marciume che ci circonda... che non ha bisogno di
effetti sensazionali
ma soltanto di essere conosciuto. Ma c'é anche chi, al contrario, lo critica sostenendo che non è certo il primo film d’azione ispirato
piuttosto liberamente a una storia vera e incentrato sul fatto
che i veri cattivi, la vera cospirazione sta ai piani alti del
Sistema. Il solo utilizzo dei bambini (dicono)
il raccontare le loro sofferenze indicibili in maniera così
manipolatoria basta a
squalificare un’operazione che si traveste da innocuo film action come tanti altri.
Eternal Sunshine of the Spotless Mind è un film di Michel Gondry scritto da Charlie Kaufman ( lo stesso di Synecdoche New York, uno dei capolavori del cinema degli anni Duemila ).
Il titolo originale non era un'invenzione di Kaufman ma un verso di Eloisa to Abelard (1717) di Alexander Pope. " Eternal sunshine of the spotless mind ", l'eterno splendore della mente immacolata,
è la condizione della vestale che ha rinunciato al mondo e, con esso, al ricordo.
Il verso viene persino recitato all'interno del film.
Parliamo dunque proprio del nucleo filosofico del film.
In Italia il film come lo hanno tradotto ? " Se mi lasci ti cancello ". Non una traduzione ma una sintesi da copertina di gossip.
Un imprenditore di droni militari incontra un imprenditore pakistano
dagli intenti misteriosi. Le ideologie delle due parti si scontrano con
tragiche conseguenze.
Oltre a ciò s’era lasciata abbindolare da un certo famoso gesuita. La colossale fortuna del conte, provata con documenti irrefutabili ad Elizaveta Prokof’evna e al principe Šč., era sfumata nella regione dei castelli in aria. Per colmo di misura, sei mesi dopo le nozze, il conte e il suo amico gesuita erano riusciti a seminar zizzania tra Aglaja e la famiglia, fino al punto che da più mesi non si vedevano. Insomma, molto ancora ci sarebbe da narrare; ma Elizaveta Prokof’evna, le figlie e anche il principe Šč. erano già così atterriti da tante enormità,
che avevano paura di accennare, anche lontanamente, ad alcuni fatti,
nei loro discorsi con EvgenijPavlovič,
sebbene lo sapessero informato di tutta la disgraziata storia di Aglaja.
La povera Elizaveta Prokof’evna era sempre impaziente di tornare in Russia,
e, secondo la testimonianza di Evgenij Pavlovič,
criticava con indignazione tutto ciò che all’estero si faceva.
« Nemmeno il pane sanno cuocere a dovere,
e d’inverno tremano dal freddo come sorci in un sotterraneo », diceva.
« Almeno qui, su questo povero malato, ho potuto piangere da russa »,
soggiungeva, accennando al principe, che non la riconosceva nemmeno.
« Basta ora con le esaltazioni; è tempo di metter giudizio.
Tutto questo vostro estero, questo decantato Occidente, questa vostra Europa,
non sono che fantasia; e tutti noi, all’estero, non siamo che fantasia...
Tenete a mente le mie parole, e vedrete ! »
conchiudeva quasi irritata, accomiatandosi da Evgenij Pavlovič.
Chi ha la mente " aperta " sa che la così detta normalità deriva sostanzialmente da due fattori: - il luogo geografico in cui si è nati e si è cresciuti - il periodo storico in cui ci è dato vivere.
Da ricordare sempre ogni volta che da " moderni " si approcciano argomenti che moderni non lo sono ma affondano le loro radici in altri luoghi/tempi e culture diverse.