80. Allo stesso modo, voglio ribadire ciò che fu sancito dai miei
Predecessori, allo scopo di escludere ogni intervento esterno nell'elezione
del Sommo Pontefice. Perciò nuovamente, in virtù di santa obbedienza e sotto
pena di scomunica latae sententiae, proibisco a tutti e singoli i Cardinali
elettori, presenti e futuri, come pure al Segretario del Collegio dei
Cardinali ed a tutti gli altri aventi parte alla preparazione ed alla
attuazione di quanto è necessario per l'elezione, di ricevere, sotto
qualunque pretesto, da qualsivoglia autorità civile l'incarico di proporre
il veto, o la cosiddetta esclusiva, anche sotto forma di semplice desiderio,
oppure di palesarlo sia all'intero Collegio degli elettori riunito insieme,
sia ai singoli elettori, per iscritto o a voce, sia direttamente e
immediatamente sia indirettamente o a mezzo di altri, sia prima dell'inizio
dell'elezione che durante il suo svolgimento. Tale proibizione intendo sia
estesa a tutte le possibili interferenze, opposizioni, desideri, con cui
autorità secolari di qualsiasi ordine e grado, o qualsiasi gruppo umano o
singole persone volessero ingerirsi nell'elezione del Pontefice.
81. I Cardinali elettori si astengano, inoltre, da ogni forma di
patteggiamenti, accordi, promesse od altri impegni di qualsiasi genere,
che li possano costringere a dare o a negare il voto ad uno o ad alcuni.
Se ciò in realtà fosse fatto, sia pure sotto giuramento, decreto che tale
impegno sia nullo e invalido e che nessuno sia tenuto ad osservarlo; e fin
d'ora commino la scomunica latae sententiae ai trasgressori di tale
divieto. Non intendo, tuttavia, proibire che durante la Sede Vacante ci
possano essere scambi di idee circa l'elezione.
82. Parimenti, vieto ai Cardinali di fare, prima dell'elezione,
capitolazioni, ossia di prendere impegni di comune accordo, obbligandosi ad
attuarli nel caso che uno di loro sia elevato al Pontificato. Anche queste
promesse, qualora in realtà fossero fatte, sia pure sotto giuramento, le
dichiaro nulle e invalide.
Maneggi politici sui cardinali per condizionare l'elezione del
prossimo Pontefice