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" Basta che la Verità appaia una sola volta, in una sola mente, perché nulla possa più impedire d'invadere tutto e d'incendiare tutto "
- T. de Chardin -

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Le persone non vogliono ascoltare la verità perché non vogliono vedere distrutte le proprie illusioni. - F. Nietzsche
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sabato 1 agosto 2026

Gli ultimi giorni dell'umanità

Gli ultimi giorni dell'umanità


Cosa accade
quando il linguaggio si corrompe e la propaganda sostituisce il pensiero ?



     È impossibile spiegare a parole questo film.
Soltanto la magia immersiva di certe immagini può farlo.

Com’è stato possibile che l’Europa
- allora centro del mondo e culla di una straordinaria civiltà -
precipitasse nella catastrofe del 1914 ?
Perché
una tragedia che molti grandi spiriti avevano intuito e denunciato non fu evitata ?

Guardarlo o riguardarlo è un invito a interrogarsi sul presente.

giovedì 30 luglio 2026

Assuefazione programmata

Assuefazione programmata

Mentre l'opinione pubblica viene assuefatta a piccoli rincari sequenziali
e distratta dai bollettini della guerra nel Golfo...
si sta attuando su scala globale un vero e proprio nuovo Piano Marshall
fondato su transizioni forzate e digitalizzazione capillare.

L'escalation militare e la morsa sulle materie prime non sono un imprevisto della storia
ma il
carburante economico necessario a completare l'opera sulla pelle di tutti.

lunedì 27 luglio 2026

Riforma impossibile ?

Riforma impossibile ?

La Ue ormai è collassata: riformarla è impossibile.

Quello che sta succedendo all’Europa non è una crisi passeggera, ma il venir meno di tutti i presupposti filosofici, politici ed economici che l’hanno costituita almeno dal 1992. La perdita di autonomia, la stagnazione economica, l’attivismo velleitario dei suoi leader sono solo i sintomi più evidenti di uno smottamento profondo. Non ci possono essere perciò soluzioni tecniche. Si dovrebbe svolgere un vero e proprio lavoro rifondativo, che affronti il mutato contesto con strumenti realistici e audaci.

Sarà in grado questa UE a farlo, o si dovrà andare oltre per salvare l’Europa ?
E la classe politico-culturale saprà compiere questo immenso sforzo in tempi di pace,
o servirà una guerra per svegliarla ?
Su queste domande, dovremo porre la nostra consapevolezza, il nostro sforzo
e, per quanto possibile, la nostra attiva speranza.

Gabriele Guzzi - 22/07/2026 Il Fatto Quotidiano


Giustamente, la speranza deve essere l'ultima a morire.
Ma pensare che pur di inseguire una protezione illusoria
a Bruxelles si dicono pronti a imbarcare Paesi apertamente bellicisti
( lascio alla tua immaginazione quali possano essere )
qualche scoramento lo fa venire.

Si cerca la sicurezza spalancando le porte a chi la guerra la alimenta,
incapaci di vedere e intervenire su ciò che l'Unione Europea è diventata:
non più un garante di stabilità
, ma un pachiderma burocratico
che scivola verso la struttura centralizzata e ingessata
tipica di un blocco di stampo sovietico.

Il sospetto che l'Unione Europea commissioni indagini di questo tipo
induce a pensare che in realtà ci sia un secondo fine
:
quello di testare la tenuta dell'opinione pubblica
per capire fino a che punto ci si possa spingere.

La pensi ognuno come meglio crede.

Purché prima rifletta.

giovedì 2 luglio 2026

Écône e l’irrilevanza dell'Europa

Écône e l’irrilevanza dell'Europea


Il 1° luglio, a Écône,
la Fraternità San Pio X consacra quattro vescovi senza mandato pontificio,
sfidando l’ultimo appello di Leone XIV.
Scatta la scomunica automatica prevista dal diritto canonico.
È solo uno dei tanti fatti emblematici di un’epoca
in cui comunità e Stati, quando percepiscono una minaccia al proprio ordine,
scelgono di rifugiarsi nell’identità e di nascondersi dietro lo stato di necessità:
la Russia che invoca la sopravvivenza del proprio spazio imperiale,
Washington che liquida il multilateralismo come vincolo insopportabile,
ogni forma di fortezza che preferisce l’isolamento alla regola condivisa.
Lo scisma lefebvriano ne è la versione più piccola e più nitida:
la stessa sintassi psicologica dell’assedio,
applicata a un seminario svizzero invece che a un confine.
👇

sabato 27 giugno 2026

L'importanza dei confini

L'importanza dei confini

Estratto
da un'intervista di Federico Dal Cortivo per il quotidiano l'ADIGE di Verona
al prof. Andrea Zhok filosofo accademico,
professore di antropologia filosofica e filosofia morale
presso l’Università di Milano, ricercatore e saggista.


La cancellazione dei confini è funzionale ai grandi interessi finanziari

Oggi in Europa chi è il nemico principale dei “ confini ” ?
E perché tutta la narrazione Unione Europea centrica finanziaria,
legata alle oligarchie internazionali del denaro
vede come fumo negli occhi ogni barriera che possa preservare l’identità dei Popoli ?

« Al netto delle motivazioni folcloristiche, degli appelli ai buoni sentimenti e altre amenità,
la motivazione dell’ostilità verso i confini è strutturale.
I confini statali sono per definizione confini politici.
Essi sono indispensabili per tutte le decisioni che sono prese
in termini politici, legislativi, giudiziari.
Le motivazioni di queste decisioni possono riguardare l’interesse pubblico,
l’onorabilità, la moralità, le credenze religiose, il patriottismo, la sicurezza nazionale, ecc...
Queste molteplici motivazioni possono concordare o confliggere con gli interessi economici,
e specificamente con i grandi interessi finanziari.

Ma la circostanza di un possibile conflitto
è altamente indesiderabile per ogni potere finanziario.
Secondo la modellistica economica,
si ha un’ottimizzazione dei processi di “creazione di valore” (massimizzazione dei profitti)
quando i principali fattori di produzione sono perfettamente mobili,
capaci di spostarsi alla ricerca dei migliori margini. Ergo,
si teorizza che un’economia approssima l’ottimalità 
quanto più liberamente in essa si possono muovere i capitali, le merci
e la forza lavoro ».


venerdì 19 giugno 2026

Canto all'Europa

Canto all’Europa


Chi canterà l’epopea di Europa,
l’antica bellezza insidiata da Giove ?
Chi canterà i suoi popoli
per millenni in guerra e divisi
eppure uniti
nel sogno lontano di un’unica patria ?
E chi ricorderà gli eroi polacchi
venuti a morire per l’Italia ?
Ma non togliete all’Europa i suoi papi,
i re e gli zar, perché di Europa son figli.

E non togliete neppure a questa madre
la santa Russia,
la barbara vigoria delle sue steppe,
il profondo risonare del suo cuore cristiano,
l’immensa vastità delle sue terre.
E Budapest e Praga dalle fresche brezze
che increspano le placide correnti del Danubio.

Non toglietele nulla,
perché mai è apparsa cosí bella e preziosa,
come un’antica dea saggia e immortale.

- Alda Gallerano -

Appunto.

Chi Chi canterà la vera Europa
che sino ad ora non si è voluta realizzare ?

Anch'io resto in attesa di auspicabili eventi risolutori.

Europa claudicante

Europa claudicante

Europa, un pachiderma senza sovranità


Per diventare Europa dobbiamo superare l’idea di Occidente
Intervista a Marcello Veneziani raccolta da Alessio Schiesari per Radici.


D - Oggi si parla molto di crisi dell’Europa.
Secondo lei si tratta di una crisi contingente, oppure più profonda, quasi esistenziale,
legata alla natura incompiuta del progetto europeo ?

R - La crisi dell’Europa è endemica, connaturata all’Unione Europea sin dall’inizio
perché non riconobbe le sue matrici storiche e ideali, greche, romane e cristiane
e non colse il suo ruolo geopolitico nel mondo.
Quando si decise di dare una Costituzione all’Europa
- progetto avviato e poi abortito -
anche Papa Wojtyla se ne occupò.
Badi bene: si parla di radici, non di confessione.
È questo il peccato di origine da scontare.
Quando non sai da dove vieni, finisci per perdere anche il senso di ciò che sei.
Questa è la condizione dell’Europa oggi.


venerdì 12 giugno 2026

Il campo dei santi

Il campo dei santi


Un popolo che non sa dire “NO” quando è in gioco il suo futuro
... è un popolo condannato a morte.

un giorno milioni di disperati dal Sud avrebbero bussato alle porte dell’Europa,
non come ospiti, ma come un’onda che sommerge.
Lo chiamarono razzista, lo misero all’indice
e continuarono a sognare un mondo senza confini.
Oggi quella marea è arrivata davvero
e invece di ragionare su numeri, identità e sopravvivenza di un popolo
si continua a recitare la litania del buonismo
... e della colpa eterna dell’uomo bianco.

La pensi ognuno come meglio crede.

Purché rifletta sempre nuovamente ... ricordando.

martedì 9 giugno 2026

L'Europa che scompare

L'Europa che scompare


Questa Europa
sta scomparendo lentamente e inesorabilmente.

Governata da politicanti corrotti, privi di scrupoli e dignità
e amministrata da burocrati che non hanno più alcuna remora,
tutti impegnati a perseguire
questa ormai manifesta soppressione della civiltà occidentale
venendo meno al primo dovere di una forma istituzionale sana:
proteggere i propri popoli, i propri territori
... e l'identità culturale che la caratterizza.

lunedì 8 giugno 2026

Bruxellate

Bruxellate


Mentre la Cina usa sussidi, credito, controllo delle filiere
e capacità produttiva come strumenti di potenza
L’Europa al contrario risponde con dazi, controlli e nuove regole
mentre deve ancora ricostruire la propria base manifatturiera.
La frattura è tutta qui:
Pechino ha lavorato sulla capacità industriale...
Bruxelles ha lavorato sui vincoli.
Senza una vera ricostruzione produttiva
la " guerra commerciale "
rischia di diventare in Europa un aumento permanente del costo della vita.

sabato 6 giugno 2026

Il mostro AI

Il mostro AI


Ma...
esiste in Europa un politico che non sia imbarazzante ?
Lei e gli altri come lei nel frattempo dov'erano ?
Dormivano forse
anziché mettere paletti perché il mostro fosse controllabile
sin dal suo nascere ?


Il primo ministro della Danimarca Mette Frederiksen
afferma che i giganti tecnologici hanno creato un mostro
e collaborano con forze politiche per minare la democrazia.

Così ha detto al CEO di OpenAI Sam Altman:
« Avete creato un mostro »

La risposta pare sia stata:
« Sì, e ora dovrete capire come farci i conti »

venerdì 5 giugno 2026

Stretti

Stretti


Dai tempi delle Grandi Scoperte Geografiche,
il potere di qualsiasi potenza marittima (signoria dei mari)
si basa sul controllo dei "colli di bottiglia" della logistica marittima.
Di conseguenza, ovunque si guardi
si può constatare dove transitano gli interessi del Regno Unito
( trasformatosi in una potenza di rete )
e degli Stati Uniti
che hanno ereditato quella egemonia dagli inglesi.

Negli ultimi tre anni lo stretto di Bab el-Mandeb (e il Canale di Suez)
sono stati bloccati dagli Houthi yemeniti.
Poi, a causa della siccità, è toccato al Canale di Panama.
Successivamente si è chiuso lo Stretto di Hormuz.
E, a quanto pare, Dio non voglia
il prossimo potrebbe riguardare lo Stretto di Malacca.


mercoledì 3 giugno 2026

Neutralità: tanto per dire

Neutralità: tanto per dire


l’ONU parla a nome del mondo
ma sopravvive con le sovvenzioni degli Stati aderenti.
Ne consegue
che quando grandi finanziatori chiudono il rubinetto
si palesa la vera natura della governance globale, ovvero:
NON la neutralità universale
ma mera amministrazione del potere.

venerdì 29 maggio 2026

E siamo a 21

E siamo a 21

Sdeng... bum... splash


La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen
ha annunciato
che è in fase di preparazione un 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia.

Servono commenti ?

Il dilemma è se ridere o piangere.

Da Schwab a Karp: gli scribi dell’Apocalisse

Da Schwab a Karp: gli scribi dell’Apocalisse

- di Margherita Furlan -

Lo stesso giorno, due scene.
A Pechino, dietro il presidente americano
sulla passerella della Grande Sala del Popolo, diciassette amministratori delegati:
Musk, Fink, Huang, Cook...
Ad Aquisgrana,
nella sala dove venivano incoronati gli imperatori del Sacro Romano Impero,
Mario Draghi riceve il Premio Carlo Magno e avverte l’Europa che
«... per la prima volta a memoria d’uomo, siamo davvero soli insieme.»
Tra le due scene non corre alcuna coincidenza, ma una dottrina,
scritta in due libri a nove anni di distanza,
che ha smesso da tempo di essere una previsione per diventare un programma.
Prima di essere un ecosistema di interessi, infatti,
gli azionisti dell’Apocalisse sono un pensiero,
che il 14 maggio 2026 ha trovato la sua doppia, plastica messa in scena.


Sezioni sviluppate:

- Due libri, una sola profezia
- Davos, la rivoluzione passiva
- Karp, la confessione
- La passerella di Pechino
- Aquisgrana, la stessa data
- Il convitato cinese
- L’Italia nella morsa
- Chi scrive la repubblica

" La guerra è il prodotto. Il caos è la materia prima.
 E la sovranità, quando non la si difende
è la merce che gli scribi hanno già messo a prezzo. "

giovedì 21 maggio 2026

Strategie bruxellesi

Strategie bruxellesi


Bruxelles
denuncia la Cina come abilitatore della Russia e parla di autonomia strategica,
ma si muove con difesa incompleta, energia costosa, filiere dipendenti
... e industria sotto pressione.
Agli alleati europei si chiede disciplina verso Pechino.
Alle Corporation americane si lascia margine di manovra.
- Putin cerca sopravvivenza.
- Trump porta i bilanci.
- Xi compra tempo industriale.

Morale:
ai cittadini arrivano i " discorsi " sulla sicurezza
... ai Consigli di amministrazione restano i " contratti "


martedì 19 maggio 2026

La vecchia Puttana

La vecchia Puttana


" Pace, Prosperità, Progresso ":
le famose tre "P" che, messe insieme, almeno in teoria
dovrebbero servire per valutare l'operato di chi è preposto a governare la cosa pubblica.

Ebbene
oggi abbiamo una plastica rappresentazione di quanto questo criterio sia stato calpestato,
vituperato e letteralmente capovolto in questa Europa
che, contrariamente alle magnifiche sorti e progressive che ci erano state promesse,
si è rivelata invece la Puttana al servizio dei più oscuri e tirannici poteri.
👇

lunedì 11 maggio 2026

Alternative energetiche

Alternative energetiche



Logicità di un discorso ... o distorsione cognitiva ?

Riflettici... e datti una tua risposta.

sabato 9 maggio 2026

Dogma integrativo europeo

Dogma integrativo europeo

L’Ue plasma il consenso
trasformando l’integrazione europea in un dogma.

L'Unione Europea non ha mai posseduto fondamenta democratiche
nel senso significativo del termine.
In assenza di un demos europeo, di una sfera pubblica condivisa
o di un qualsiasi atto fondativo di autodeterminazione collettiva,
l’UE ha storicamente compensato il proprio deficit strutturale di legittimità
attraverso la continua produzione e rotazione di narrazioni auto-legittimanti.
Questo saggio ripercorre tale evoluzione,
dal progetto di pace del dopoguerra all’integrazione dei mercati,
all’unione monetaria e al costituzionalismo basato sui diritti,
fino all’emergere di un registro esplicitamente morale e geopolitico
incentrato sui « valori europei ».
I « valori europei » non sono principi universali,
ma strumenti di interesse geopolitico occidentale, impiegati in modo selettivo
e abbandonati senza imbarazzo nel momento in cui diventano scomodi.
Questa analisi
restituisce l’immagine di un’UE che non è una comunità di valori condivisi,
ma un colosso tecnocratico e antidemocratico
il cui linguaggio morale ha sempre servito un duplice scopo imperiale:
giustificare la subordinazione delle democrazie degli Stati membri
alla governance delle élite sovranazionali
– una forma di « autocolonizzazione » interna –
fornendo al contempo copertura ideologica
per la proiezione del potere occidentale all’estero.