Da Schwab a Karp: gli scribi dell’Apocalisse
- di Margherita Furlan -
Lo stesso giorno, due scene.
A Pechino, dietro il presidente americano
sulla passerella della Grande Sala del Popolo, diciassette amministratori
delegati:
Musk, Fink, Huang, Cook...
Ad Aquisgrana,
nella sala dove venivano incoronati gli imperatori del Sacro Romano
Impero,
Mario Draghi riceve il Premio Carlo Magno e avverte l’Europa che
«... per la prima volta a memoria d’uomo, siamo davvero soli
insieme.»
Tra le due scene non corre alcuna coincidenza, ma una dottrina,
scritta in due libri a nove anni di distanza,
che ha smesso da tempo di essere una previsione per diventare un
programma.
Prima di essere un ecosistema di interessi, infatti,
gli azionisti dell’Apocalisse sono un pensiero,
che il 14 maggio 2026 ha trovato la sua doppia, plastica messa in
scena.
Sezioni sviluppate:
- Due libri, una sola profezia
- Davos, la rivoluzione passiva
- Karp, la confessione
- La passerella di Pechino
- Aquisgrana, la stessa data
- Il convitato cinese
- L’Italia nella morsa
- Chi scrive la repubblica
" La guerra è il prodotto. Il caos è la materia prima.
E la sovranità, quando non la si difende
è la merce che gli scribi hanno già messo a prezzo. "
Nessun commento:
Posta un commento