Suggerimento

" Basta che la Verità appaia una sola volta, in una sola mente, perché nulla possa più impedire d'invadere tutto e d'incendiare tutto "
- T. de Chardin -

SAPERE AUDE - ET SI OMNES EGO NON

►►► Condividendo estratti e/o articoli completi, lascio a chi legge la possibilità di giudicarne il contenuto
considerando che non sempre concordo su tutto ciò che viene scritto ◄◄◄
Le persone non vogliono ascoltare la verità perché non vogliono vedere distrutte le proprie illusioni. - F. Nietzsche
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giovedì 30 luglio 2026

Beata innocenza

Beata innocenza

Equivoci campagnoli

« In un giorno di vacanza
una maestra di campagna incontrò una sua scolaretta.
La scolaretta accompagnava una mucca.
Sembrava più piccola di quando era chiamata alla lavagna o alla cattedra.
La buona maestra si intenerì e le chiese: " Dove vai, bambina ? ".
" Porto la mucca al toro " rispose con grande semplicità la bambina.
" Oh ! non potrebbe farlo tuo padre ? " osservò scandalizzata la maestra.
" No, signora maestra - rispose ancora la bambina - ci vuole proprio il toro " ».

- Giacomo Noventa -

Epoidiconocheibambinidicittàsonopiùsvegli !

domenica 12 luglio 2026

Il racconto delle sabbie

Il racconto delle sabbie

Antica parabola Sufi

Nato da remote montagne,
un fiume solcò molte regioni per raggiungere finalmente le sabbie del deserto.
Provò a superare questo ostacolo così come aveva fatto con gli altri,
ma si accorse che, man mano che scorreva nella sabbia, le sue acque sparivano.
Era convinto, tuttavia, che era suo destino attraversare quel deserto,
eppure non ci riusciva …
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sabato 6 giugno 2026

Lo specchio

Lo specchio

Antica parabola Sufi

Non hai idea.
Non hai idea di quanto sia stato difficile trovare un dono da portarti.
Nulla sembrava la cosa giusta.
Che senso ha portare oro ad una miniera d'oro, oppure acqua all'oceano ?
Ogni cosa che trovavo, era come portare spezie in Oriente.
Non ti posso donare il mio cuore e la mia anima, perché sono già Tue.
Così, ti ho portato uno specchio.
Guardati e ricordami.

- Jalal Ad-Din Rumi -

mercoledì 29 aprile 2026

Capire la crisi finanziara

Capire la crisi finanziaria

I meccanismi determinanti la crisi finanziaria in atto a livello mondiale
spiegata con una metafora a chi ancora non l'ha compresa.
Ripreso da: La pecora sclera


Una volta, in un villaggio in India
un uomo annunciò ai contadini che voleva comprare delle scimmie per 10€.
I contadini, vedendo che c'erano molte scimmie in giro,
uscirono nella foresta ed iniziarono a catturarle.
L'uomo ne comprò migliaia a 10€
ma, quando la disponibilità di scimmie cominciò a diminuire
i contadini cessarono i loro sforzi.

L'uomo annunciò che ora le avrebbe comprate a 20€.
Ciò rinnovò gli sforzi dei contadini che ripresero a catturare scimmie.
Presto il rifornimento diminuì progressivamente
e gli abitanti del villaggio cominciarono a tornare alle loro fattorie.
L'offerta salì a 25€ ma la disponibilità di scimmie divenne così piccola
che era una fatica vedere una scimmia. Per non parlare di prenderla.

L'uomo annunciò che ora voleva comprare le scimmie a 50€
tuttavia, dovendo andare in città per alcuni affari,
il suo assistente avrebbe fatto da compratore a suo beneficio.
In assenza dell'uomo, l'assistente disse ai contadini:
" Guardate tutte queste scimmie in questa grande gabbia dove l'uomo le ha radunate;
ora voglio vendervele a 35€ e, quando tornerà dalla città gliele rivenderete a 50€ ".

I contadini misero insieme tutti i loro risparmi e comprarono le scimmie.
Poi non videro più né l'uomo né il suo assistente. Solo scimmie dappertutto.


Benvenuti a WALL STREET !

venerdì 27 marzo 2026

Il cervo e il cavallo

Il cervo e il cavallo


Capovolgere deliberatamente la realtà
... come ad esempio chiamare donne gli uomini ...
serve per consolidare il potere, intimidire, eliminare il dissenso
e costringere tutti a una complicità forzata.

Non è solo menzogna: è un test di sottomissione collettiva.

Il proverbio cinese " indicare un cervo e chiamarlo cavallo "
nasce alla fine della dinastia Qin.
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domenica 4 gennaio 2026

La vecchiezza

La vecchiezza


L’essere, da vecchi, seduti sulla riva a guardar scorrere il fiume
e, quasi contemporaneamente, dentro una barca alla deriva sullo stesso fiume,
restituisce un po’ di compiutezza alla vita, passata e presente,
e di nostalgia per un’occasionale armonia perduta e raramente ritrovata.

Qualcosa che ci è sfuggito via, e che sentiamo irrimediabilmente perduto,
come un palloncino rosso dalle mani di un bambino,
con lo sguardo verso il cielo quasi azzurro
e quel puntino che diventa sempre più piccolo e lontano tra le nuvole.

Negli ultimi lunghi anni, infatti, si fa più acuto, più pungente il senso di una perdita,
anzi della perdita di qualcosa di essenziale nella trama della nostra esistenza,
e ciò proprio quando stiamo per affrontare la maggiore delle perdite:
quella della vita stessa.

Essenziale come lo è un tratto caratteristico della nostra personalità,
oppure una costante comune a una generazione, a un’epoca, al gusto del tempo,
alle idee e ai sentimenti che hanno composto una varietà di scene
sul palcoscenico girevole della nostra vita.

Le scene perdute, le persone perdute e le speranze perdute
finiscono col diventare anch’esse una presenza esistenziale.
Ne rimaniamo segnati con rughe e cicatrici, perché ogni perdita
è come se aggiungesse morte alla vita, quasi a comprometterne il senso.

Ma non è così.
Piuttosto, tutte quelle perdite, tutti quei ricordi, e rimpianti o rimorsi
fanno parte ormai del nostro essere,
in una miscela di passato o presente, di cose accadute e anche immaginate.

Fotogrammi di esistenza non si sa perché, messi momentaneamente da parte,
e rimasti in un angolo della memoria per anni,
spezzoni cui avevamo dato magari soltanto un’attenzione distratta e un significato sfuggente,
ma che la nostra memoria semantica ha recuperato
e montato in sequenze di possibili vite parallele, frammenti di vissuto, scarti di pellicola,
che hanno sorprendentemente mantenuto una nitidezza di colore perfetto,
in cui vorremmo (inconsapevolmente ? ) riconoscerci.
Magari per ripercorrere tutta quella trama, dall’infanzia alla vecchiezza…
e scoprire che è stata marcata anche da altri attori e comparse,
ossia dalla bella vita degli altri.

- Giuseppe Fiori -

venerdì 3 ottobre 2025

Un dolce compleanno

Un dolce compleanno


Lavoro come cameriera nel ristorante di famiglia.

Oggi è entrata una mamma con sua figlia.
Si sono sedute a un tavolo vicino alla finestra
e hanno ordinato due piatti di pasta al pomodoro, una bottiglia d’acqua e un tiramisù.

Quando ho portato il dolce,
la bambina lo ha guardato con gli occhi che brillavano e ha detto piano:
« Mamma, dai… assaggialo anche tu. È il mio compleanno. »
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martedì 29 luglio 2025

Lo Stato distrutto

Lo Stato distrutto

Quando ero giovane, dicevano che in una certa città
tutti vivevano, con le Scritture come guida.
E dissi: " Cercherò questa città, per godere della sua benedizione ".
Ed era molto lontana. E feci intensi preparativi per il mio viaggio.
 E dopo quaranta giorni distinsi la città, e in quarantuno giorni vi entrai.
E cosa vidi !
Tutti gli abitanti della città erano persone che avevano un solo occhio e una sola mano.
E stupito, dissi tra me:
" È possibile che in una città così santa la gente abbia un solo occhio e una sola mano ? "
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martedì 1 luglio 2025

La tazza e le menti

La tazza e le menti

Non riesco a sbarazzarmi
del bisogno di decifrare continuamente il nostro vivere.

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La tazza

Un filosofo si recò un giorno da un maestro Zen e gli disse :

Sono venuto ad informarmi sullo Zen, su quali siano i suoi principi e i suoi scopi.
Posso offrirti una tazza di tè ? ” gli domandò il maestro.
E incominciò a versare il tè da una teiera.
Quando la tazza fu colma, il maestro continuò a versare il liquido, che traboccò.

Ma che cosa fai ? ” sbottò il filosofo “non vedi che la tazza è piena ? "
Come questa tazza ” disse il maestro “ anche la tua mente
è troppo piena di opinioni e di congetture perché le si possa versare dentro qualcos’altro …
come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza ?

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lunedì 30 giugno 2025

Secsdoll

Secsdoll

Il seguente racconto è, vista la tematica trattata, “per soli adulti
Fa un po’ ridere scriverlo nel web di oggi, comunque…
anime pudiche e sensibili, ritenetevi avvertite.


La prima volta che se ne accorse fu a causa di un incidente abbastanza buffo.
Rita era commessa in quel negozio di vestiti da parecchio, e ne aveva viste di tutti i colori.
Ormai aveva un sesto senso per i clienti un po’ strani,
e quella coppia aveva subito attirato la sua attenzione.
Lui era bruttino, giovane ma non troppo, capelli già radi, grassoccio.
Lei era una bellezza mozzafiato, con un fisico da supermodella,
e gli stava avvinghiata al braccio come se avesse difficoltà a camminare.
Aveva una strana espressione fissa sul viso, a metà tra la lussuria e la sorpresa.
Rita ci mise qualche istante a capire che cosa fosse quella stranezza che aveva percepito.
La donna non si guardava in giro.
Bambine, ragazze, donne; tutte quante, entrando nel negozio,
cominciavano invariabilmente ad ammirare i modelli esposti.
Lei no.
Se ne stava imbambolata, lo sguardo fisso in avanti e con quel suo sorrisetto malizioso.
Rita si chiese se non fosse drogata.
L’uomo si avvicinò agli scaffali dove erano esposti i costumi da bagno.
Ne scelse uno e lo porse alla sua accompagnatrice. Tania, indossa questo ”- le disse.
Lei iniziò a spogliarsi.
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giovedì 5 giugno 2025

Tic e Tac

Tic e Tac

C'era una volta il Tempo.

Tic Tac Tic Tac Tic Tac Tic Tac Tic Tac Tic Tac Tic Tac Tic Tac Tic Tac...

Mentre passava il Tempo,
gli uomini trascorrevano la loro esistenza nelle faccende della vita quotidiana:
lavoravano, scrivevano, leggevano, costruivano case, giocavano a biliardino,
conversavano di filosofia, raccontavano fiabe, sostenevano la famiglia,
facevano arte, pensavano a questo e a quello.

Il Tempo accompagnava l'esistenza di ogni persona.
L'Orologio si muoveva senza sosta.
Tic e Tac continuavano a rincorrersi l'uno con l'altro.

Un giorno però, con il passare del Tempo, tutti cominciarono a lamentarsi.
I Giovani non volevano mai diventare Vecchi,
i Bambini volevano diventare subito grandi.
Il Tempo per loro era troppo o troppo poco.
I Vecchi per esempio ne volevano di più.
C'erano invece molti che volevano meno Tempo possibile per non annoiarsi.

Per una qualsiasi ragione tutti protestavano contro il Tempo.
Il Tempo deluso e amareggiato
decise di non passare più, di estraniarsi dalle persone.
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giovedì 29 maggio 2025

L'asino e l'alta Finanza

 L'asino e l'alta Finanza

Qualche tempo fa Billy comprò da un contadino un asino per 100 dollari.
Il contadino gli assicurò che gli avrebbe consegnato l’asino il giorno seguente.

Il giorno dopo il contadino si recò da Billy e gli disse :
Mi dispiace ma ho cattive notizie: l’asino è morto.
Billy rispose : Allora dammi indietro i miei 100 dollari
E il contadino : Non posso, li ho già spesi

A quel punto Billy si fece pensieroso, poi disse al contadino :
Va bene, allora dammi l’asino morto 
E che te ne fai di un asino morto, Billy ?
Organizzo una lotteria e lo metto come premio

Il contadino gli disse ironico :
Non puoi vendere biglietti con un asino morto in palio
Allorché Billy rispose :
Certo che posso, semplicemente non dirò a nessuno che è morto

Un mese dopo il contadino incontrò di nuovo Billy, così gli chiese :
Come è andata a finire con l’asino morto ?
L’ho messo come premio ad una lotteria.
Ho venduto 500 biglietti a due dollari l’uno e così ho guadagnato 998 dollari
E non si è lamentato nessuno ?
Solo il tipo che ha vinto la lotteria.
E per farlo smettere di lagnarsi gli ho restituito i suoi due dollari. 

Billy attualmente lavora per la Goldman Sachs


sabato 5 aprile 2025

L'educazione delle farfalle

L'educazione delle farfalle

( Recensione ) 

La casa di legno brucia nel cuore della notte.
Lingue di fuoco illuminano la vallata fra le montagne.
Nel silenzio della neve che cade si sente solo il ruggito del fuoco.
E quando la casa di legno crolla,
restano soltanto i sussurri impauriti di chi è riuscito a fuggire in tempo.
Ma qualcosa non è come dovrebbe essere. I conti non tornano.
E il destino si rivela terribilmente crudele nei confronti di una madre: Serena.

Se c'è una parola con cui Serena non avrebbe mai pensato di identificarsi
è proprio la parola « madre ».
Lei è lo « squalo biondo », una broker agguerrita e di successo nel mondo dell'alta finanza.
Lei è padrona del suo destino, e nessuno è suo padrone.
Ma dopo l'incendio allo chalet tutto cambia,
e Serena inizia a precipitare nel peggiore dei sogni.
E se l'istinto materno che lei ha sempre negato
fosse più forte del fuoco, del destino, di qualsiasi cosa nell'universo ?
E se davvero ci accorgessimo di amare profondamente qualcuno
soltanto quando ci appare perduto per sempre ?

- Donato Carrisi -
L'educazione delle farfalle

Serena non è un personaggio come gli altri, e questa non è una storia come le altre.
Questo è un viaggio inarrestabile
alla scoperta degli angoli più oscuri del nostro cuore e delle nostre paure,
al termine del quale il nostro modo di vedere il mondo,
semplicemente, non sarà più lo stesso.

giovedì 20 marzo 2025

L'impostore

L'impostore


Un giorno
il diavolo stava passeggiando per strada con un amico
ed ecco che videro un uomo davanti a loro raccogliere un oggetto brillante.

L’amico del diavolo si voltò e chiese che cosa fosse quella cosa che l’uomo aveva trovato.

Il diavolo rispose: Ha raccolto la verità. ”


È un brutto affare per tedisse l’amico al diavolo.

Niente affatto rispose il diavolo.

Ho intenzione di aiutarlo a organizzarla.

- Krishnamurti -

Poi ... come sempre si dimentica dei coperchi


Isaia 14,12-15

12 Come mai sei caduto dal cielo,
astro mattutino, figlio dell'aurora ?
Come mai sei atterrato,
tu che calpestavi le nazioni ?
13 Tu dicevi in cuor tuo: « Io salirò in cielo,
innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio;
mi siederò sul monte dell'assemblea,
nella parte estrema del settentrione;
14 salirò sulle sommità delle nubi,
sarò simile all'Altissimo.»
15 Invece ti hanno fatto discendere nel soggiorno dei morti,
nelle profondità della fossa !

mercoledì 26 febbraio 2025

Il sergente nella neve

 Il sergente nella neve


I ricordi della ritirata di Russia
scritti in un Lager tedesco dall’alpino Rigoni Stern nell’inverno del 1944.
Romanzo apprezzato inizialmente soprattutto per il valore della testimonianza
con cui ha dimostrato le sue grandi qualità espressive
con la progressiva distanza temporale dai drammatici avvenimenti narrati.

« Una parola definitiva sulla pietà e sulla misericordia
che consentono agli uomini di continuare a guardarsi in faccia senza vergogna »
- Eraldo Affinati -

Episodio significativo
è quello in cui il giovane sergente maggiore Rigoni, entrato in una isba,
trova dei soldati russi seduti a tavola.
Questi lo guardano senza fare nulla, lo lasciano mangiare
e loro stessi continuano a mangiare.
È come se la guerra non ci fosse in quell’umile casa.
Rigoni e i russi non sentono il bisogno né di difendere né di attaccare.

In quell’isba si era creata tra i soldati russi e me, e le donne e i bambini
un’armonia che non era un armistizio.
Era qualcosa di più del rispetto che gli animali della foresta hanno l'uno per l'altro.
Una volta tanto le circostanze avevano portato degli uomini a saper restare uomini.
Chissà dove saranno ora quei soldati, quelle donne, quei bambini.
Io spero che la guerra li abbia risparmiati tutti.
Finché saremo vivi ci ricorderemo, tutti quanti eravamo, come ci siamo comportati.
I bambini specialmente.
Se questo è successo una volta potrà tornare a succedere.


Racconto da brividi. Da ascoltare e poi da meditare.

lunedì 24 febbraio 2025

Lo scalpellino

 Lo scalpellino

C'era una volta uno scalpellino che era insoddisfatto di sé e della sua vita.
Un giorno, passando davanti alla casa di un ricco mercante
guardò attraverso la porta aperta e ammirò le belle cose e gli importanti visitatori.
" Quanto deve essere grande questo mercante ! "
pensò con invidia e desiderò essere come quel mercante.

Con sua grande sorpresa, si trasformò immediatamente in un mercante
godendo del lusso e della potente influenza
ma suscitando anche l'invidia di chi era più povero di lui.
Poco dopo, un importante dignitario passò lungo la strada
trasportato su una portantina e accompagnato dai soldati.
Tutti, non importa quanto ricchi fossero, si inchinavano davanti a lui.

" Quanto è potente questo nobile ! " pensò " Vorrei essere un principe ! "
 Si trasformò immediatamente in un potente sovrano, temuto e odiato da tutti.
Arrivò l'estate, con giornate molto calde, e il nobile si sentì a disagio sulla sedia.
Guardò il sole e pensò: " Quanto è potente il sole ! " , Vorrei essere il sole ! "

Immediatamente il sole, splendente sopra il mondo
divenne oggetto di adorazione e ammirazione da parte della gente
ma anche di maledizioni da parte dei contadini, che bruciarono i loro raccolti
e dagli operai, che soffrirono nel loro lavoro.
Ma all'improvviso una grande nuvola nera gli passò davanti
impedendogli di illuminare ogni angolo della Terra.

" Quanto è potente questa nuvola ! " pensò " Vorrei essere una nuvola ! "
 Si trasformò immediatamente in una pesante nuvola nera
 inondando i raccolti e i villaggi con la sua acqua, e tutti la maledissero.
Ma ben presto si rese conto che venivano trasportati via da una forza più grande: il vento.
" Quanto è forte il vento ! " pensò " Vorrei essere il vento ! "

Immediatamente il vento cominciò a soffiare furiosamente
sradicando alberi e distruggendo i tetti delle case, e tutti lo maledissero.
Ma presto si ritrovò davanti a un'enorme roccia, che non si muoveva affatto
nonostante la forza del vento.
" Quanto è forte questa roccia ! " pensò " Vorrei essere una roccia ! "
Divenne subito una roccia forte ed enorme. La cosa più stabile sulla terra.
Mentre se ne stava lì a godersi il suo potere
udì il rumore di un utensile di metallo sulla sua superficie e sentì la sua forma cambiare.
" Cosa potrebbe essere più potente di me ? " pensò.
Guardò in basso... e vide uno scalpellino.

sabato 18 gennaio 2025

Aneddoto michelangiolesco

Aneddoto michelangiolesco


Si racconta
che quando Michelangelo scolpì la famosa statua del David
nobili e cittadini accorsero in massa per ammirare il capolavoro.
Tra loro c'era un cardinale con il suo seguito.

La statua era magnifica e tutti ne elogiarono la perfezione.
Ma il cardinale, abituato a dare consigli, si sentì costretto a commentare.
Rivolgendosi a Michelangelo, disse:
" Mi piace il tuo lavoro. Ma... sai ! Quel punto, la spalla...
Mi sembra che potrebbe aver bisogno di un po' di cesellatura ! "

Cosa avrebbe dovuto fare Michelangelo ?
Discutere con il cardinale, uomo presuntuoso e arrogante,  non era un'opzione
soprattutto perché il favore del cardinale influenzava tutto nel paese.
Eppure Michelangelo non poteva compromettere l'armonia e la bellezza della sua creazione.

Quindi, adottando un approccio intelligente
Michelangelo prese il suo martello in una mano e uno scalpello nell'altra
insieme a una piccola manciata di polvere di marmo.
Salì sulla scala, fece finta di colpire la statua
e lasciò cadere discretamente la polvere di marmo.
Dopodiché scese, ispezionò la statua e chiese al cardinale:
" Va meglio adesso ? "
Il cardinale strizzò gli occhi, studiò attentamente la statua e dichiarò:
" Ah ! Adesso è perfetto ! "

Si racconta. Appunto.
Ma è comunque bello immaginare che la storia possa essere vera.

Il puledro

Il puledro


Josè Saramago in Di questo mondo e degli altri
auspica una grande ribellione degli altri animali
partendo in modo antifrastico dai più miti: i puledri.


Gli animali pazzi di collera
Quel che sto per raccontare non è ancora accaduto. Ma forse accadrà, 
quando non lo so, forse tra cinquecento o mille anni,
precisamente (arrischio la profezia) nel 2968.
Quale sarà il primo animale a impazzire di collera, non lo direi neppure se lo sapessi,
perché di sicuro farebbero subito fuori la specie per evitare la catastrofe.
E io, che non sarò più qui per vederla,
dunque la questione non mi interessa personalmente, non capisco
perché dovrei risparmiare a vaghi e lontani posteri la più grande guerra della storia. 
Si compia allora il destino.
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venerdì 20 dicembre 2024

Sogno di Natale

Sogno di Natale


Un racconto struggente di Pirandello, la cui spiritualità, in queste righe
è declinata sotto l'impulso di varie suggestioni
che vanno dall'ingenua fede popolare al distacco del colto borghese.  

Sentivo da un pezzo sul capo inchinato tra le braccia
come l’impressione d’una mano lieve, in atto tra di carezza e di protezione.
Ma l’anima mia era lontana, errante pei luoghi veduti fin dalla fanciullezza,
dei quali mi spirava ancor dentro il sentimento,
non tanto però che bastasse al bisogno che pro­vavo di rivivere, fors’anche per un minuto,
la vita come immaginavo si do­vesse in quel punto svolgere in essi.
             Era festa dovunque; in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo, lassù;
in­nanzi a un Presepe, laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena;
eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori…
E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini,
eran deserte nella rigida notte.
E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie, da questa casa a quella,
per godere della raccolta festa degli altri;
mi tratte­nevo un poco in ognuna, poi auguravo: – Buon Natale – e sparivo…


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giovedì 12 dicembre 2024

Giacomo di Cristallo

Giacomo di cristallo


Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l’aria e l’acqua. Era di carne e d’ossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente. Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca.
Una volta, per sbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente poté vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie. Un’altra volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come una palla nera che rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu più tale.
Il bambino crebbe, diventò un giovanotto, poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte, quando gli facevano una domanda, prima che aprisse bocca. Egli si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava “Giacomo di cristallo”, e gli voleva bene per la sua lealtà, e vicino a lui tutti diventavano gentili.
Purtroppo, in quel paese, salì al governo un feroce dittatore, e cominciò un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria per il popolo. Chi osava protestare spariva senza lasciar traccia. Chi si ribellava era fucilato. I poveri erano perseguitati, umiliati, offesi in cento modi.
La gente taceva e subiva, per timore delle conseguenze.
Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui: egli era trasparente e tutti leggevano dietro la sua fronte pensieri di sdegno e di condanna per le ingiustizie e le violenze del tiranno. Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo e prendeva speranza.
Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo nella più buia prigione.
Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere, e infine anche le mura esterne. La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri. Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugualmente a dormire.
Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perché la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano.

Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario
- George Orwell -