Dogma integrativo europeo
L’Ue plasma il consenso
trasformando l’integrazione europea in un dogma.
L'Unione Europea non ha mai posseduto fondamenta democratiche
nel senso significativo del termine.
In assenza di un demos europeo, di una sfera pubblica condivisa
o di un qualsiasi atto fondativo di autodeterminazione collettiva,
l’UE ha storicamente compensato il proprio deficit strutturale di legittimità
attraverso la continua produzione e rotazione di narrazioni auto-legittimanti.
Questo saggio ripercorre tale evoluzione,
dal progetto di pace del dopoguerra all’integrazione dei mercati,
all’unione monetaria e al costituzionalismo basato sui diritti,
fino all’emergere di un registro esplicitamente morale e geopolitico
incentrato sui « valori europei ».
…
I « valori europei » non sono principi universali,
ma strumenti di interesse geopolitico occidentale, impiegati in modo selettivo
e abbandonati senza imbarazzo nel momento in cui diventano scomodi.
Questa analisi
restituisce l’immagine di un’UE che non è una comunità di valori condivisi,
ma un colosso tecnocratico e antidemocratico
il cui linguaggio morale ha sempre servito un duplice scopo imperiale:
giustificare la subordinazione delle democrazie degli Stati membri
alla governance delle élite sovranazionali
– una forma di « autocolonizzazione » interna –
fornendo al contempo copertura ideologica
per la proiezione del potere occidentale all’estero.
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