EUR-ASIA
Lavori in corso d'opera
Aveva Capito Tutto E Lo Diceva
- 30 -
Dieci anni dopo, rilette alla luce di ciò che sta avvenendo
suscitano ancora più turbamento quelle parole
di Oriana Fallaci.
Da rimeditare... sicuramente con molta attenzione
riflettendo particolarmente su CHI... dovremo ringraziare.
riflettendo particolarmente su CHI... dovremo ringraziare.
E come volevasi dimostrare...
L’Europa ha chiuso il fascicolo prima ancora di aprirlo. Il 22 luglio 2026
la Commissione europea ha sbarrato la strada all’Iniziativa dei
cittadini
"Save Europe Act", un progetto che chiedeva di congelare i nuovi canali d'ingresso da
Paesi non occidentali e ridisegnare le regole d’asilo. La motivazione è di
tipo giuridico: pretendere un filtro basato sulla provenienza
"occidentale" configura una discriminazione etnica, fornendo a Bruxelles
la leva legale per stoppare la raccolta firme prima ancora del
raggiungimento del milione di adesioni.
Per comprendere dove risieda davvero il potere, occorre analizzare la
gestione degli ingressi e la distinzione tra canali legali e irregolari.
Sul fronte dell'immigrazione legale, gli Stati mantengono un’unica leva
autonoma: l'articolo 79, paragrafo 5
del Trattato sul funzionamento dell'UE, che garantisce il diritto di
fissare le quote dei lavoratori stranieri da ammettere. Per i canali di
studio, ricerca e ricongiungimento familiare, la disciplina è invece
vincolata dalle direttive comunitarie.
Sull'immigrazione clandestina, il potere statale si scontra con limits
procedurali e materiali ben precisi. Le autorità nazionali pattugliano
le frontiere ed eseguono i controlli, ma le procedure di screening
entro sette giorni alla frontiera e tre sul territorio rispondono alle
regole del nuovo Patto europeo. Lo Stato può fermare chi entra
irregolarmente, ma la richiesta di protezione internazionale blocca il
respingimento immediato e impone un esame individuale, mentre le
procedure di frontiera per i Paesi con un tasso di riconoscimento pari o
inferiore al 20% durano fino a 12
settimane. Anche quando l'ordine di espulsione viene emesso, la misura
rimane priva di efficacia se manca la collaborazione del Paese d'origine
nel rilasciare i documenti di viaggio.
L'impostazione di "Save Europe Act", incentrata sull'origine etnica
anziché sui vincoli dell'articolo 79
o sulle norme europee d'asilo, ha fornito alla Commissione il
presupposto formale per rigettare la petizione. Sugli ingressi
irregolari, le capitali conservano l'amministrazione della polizia e la
responsabilità dei controlli, ma la facoltà di espellere chi entra resta
imbrigliata tra garanzie procedurali comunitarie e la dipendenza
diplomatica dai Paesi terzi.
Il paradosso emerge nella sua interezza proprio tra le pieghe del
Trattato sul funzionamento dell'Unione. Riducendo la sovranità ad una pura
gestione contabile di quote e flussi di manodopera, l’architettura europea
ha scientemente estromesso dall'alveo del diritto la tutela del patrimonio
identitario e culturale, sia nazionale che del continente. Le nazioni sono
così chiamate ad amministrare presenze e numeri sul territorio, prive
tuttavia di qualunque strumento giuridico per difendere ciò che definisce
la loro stessa civiltà. Di fronte a un'architettura costruita con tanta
impeccabile precisione, resta da chiedersi: siamo davvero sicuri che si
sia trattato soltanto di un errore di calcolo ?
- Carmen Tortora -


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