Ricostruire l'identità europea
1932
Oggi l’Europa si trova ad affrontare il crollo della cultura laica e
aristocratica
su cui si è basata la seconda fase della sua unità.
Sentiamo una volta di più la necessità di unità spirituale o almeno
morale.
Siamo consapevoli
dell’inadeguatezza di una cultura puramente umanistica e occidentale.
Non possiamo più accontentarci di una civiltà aristocratica,
che trova la sua unità nelle cose esteriori e superficiali
e ignora i bisogni più profondi della natura spirituale dell’uomo.
E allo stesso tempo
non abbiamo più la stessa fiducia nella superiorità innata della civiltà
occidentale
e nel suo diritto a dominare il mondo.
Siamo consapevoli delle rivendicazioni delle razze e culture soggette
e sentiamo il bisogno sia di protezione dalle forze insorgenti del mondo
orientale
sia di un contatto più stretto con le sue tradizioni spirituali.
Come soddisfare questi bisogni, o se è possibile soddisfarli,
possiamo al momento solo ipotizzarlo.
Ma è bene ricordare che l’unità della nostra civiltà
non si basa interamente sulla cultura laica
e sul progresso materiale degli ultimi quattro secoli.
Ci sono tradizioni più profonde di queste in Europa,
e dobbiamo tornare indietro
oltre l’Umanesimo e i trionfi superficiali
della civiltà moderna
se vogliamo scoprire le forze sociali e spirituali fondamentali
che hanno portato alla creazione dell’Europa.
- Christopher Dawson -
Nella fase storica che stiamo attraversando
" questa " Europa ... palesemente
è scaduta da soggetto ad oggetto della grande politica mondiale
pur essendo ancora - con ogni probabilità e nonostante tutto
la chiave di volta per gli equilibri internazionali.
Alla pluralità degli Stati europei però
manca ancora quella " volontà nazionale " compatta e concorde
fondamentale come " coscienza unitaria europea "
fondamentale come " coscienza unitaria europea "
Unica " forza " - quella coscienza
in grado di estinguere le proprie frontiere interne
senza però distruggere i singoli valori nazionali.
Come fu intuito da Dawson già d'allora
è necessario che l'Europa riscopra le proprie
radici cristiane
e con esse, e come loro conseguenza, l'aspirazione all'universalismo
contro ogni nazionalismo corrotto e ogni torbido protezionismo.
Ne va della nostra sopravvivenza.
Ma forse oltre a un Papa servirebbe anche un "Imperatore" approvato.
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