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T. de Chardin :
" Basta che la Verità appaia una sola volta, in una sola mente, perché nulla possa più impedire d'invadere tutto e d'incendiare tutto "

SAPERE AUDE - ET SI OMNES EGO NON

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lunedì 10 agosto 2020

Aborto facilitato

 Aborto facilitato

Eccola la nuova civiltà che avanza

« Queste nuove linee guida sono un passo avanti importante
e rispettano pienamente il senso della legge 194
che è e resta una norma di civiltà del nostro Paese. »

- Roberto Speranza - 

L’Italia fa un passo in avanti
e dice sì all’aborto con la pillola anche senza ricovero obbligatorio.
A essere d’accordo è prima di tutto il ministro della Salute Roberto Speranza
supportato dal parere del Consiglio superiore di sanità
organo di consulenza tecnico-scientifico a cui si era rivolto
dopo che la governatrice umbra Donatella Tesei (Lega)
L’aborto farmacologico, adesso, viene definito
« sicuro e va fatto in day hospital » :
le donne
« possono tornare a casa mezz’ora dopo aver assunto il medicinale ».




E il diritto alla vita del nascituro ? 

Ad un feto

Là nel Museo, fra i poveri avanzi imbalsamati

che all'ospedal dal medico a lungo corteggiati,

e agli abbietti cadaveri rapiti ed alla croce,

la scienza feroce ai posteri serbò;

fra il torso di un ginnastico e una mesta vetrina

dove la mano infusero di un'etica bambina,

vidi una cosa orribile

vidi di un uomo il feto;

quella tomba d'aceto un canto mi cercò.

Era un bel dì di luglio;

dagli ampii finestroni

piovean cadenze e balsami di fiori e di canzoni;

brillavano le mummie nelle corteccie frolle,

e dalle vecchie ampolle frangea scintille il sol.

Il sol che le miriadi dei vermi e degli insetti,

giù, nell'orto botanico, scalda ai fecondi affetti,

e in un bacio affami glia il ciel, lo stagno, il sasso,

e il giovin granchio al passo aiuta, e il nibbio al vol.

Il sol che vide al placido balcone una fanciulla

che, curva fra i garofani,

preparava una culla;

e il più gentil battesimo avea cercato ai santi,

e quattro labbra amanti lo sussurravan già !

Oh dell'alcova fascini

dove un bimbo è aspettato!

Oh pregustati palpiti dell'istante affrettato !

Nacque ? Morì ?

Vergarono una scritta latina,

chiusero una vetrina ...

il resto Iddio lo sa !

Egli che accozza i mistici metri degli universi,

egli che fa degli uomini i suoi superbi versi,

egli vi mesce sillabe mute, e sdegna la lima ?

Incespica a una rima chi il mondo improvvisò ?

Eccoti, o laido sgorbio del poeta celeste !

Dalla tua fiala il dubbio sbuffa le sue tempeste;

gramo corpuccio viscido, tappato in sempiterno,

tu miagoli lo scherno che il Caso all'uom creò !

- Vieni, o lettor dei codici, sù, la sentenza grida;

inchioda a' tuoi paragrafi la mano infanticida !

Tu accusi chi un cadavere fuor dal recinto pose,

che tuoni a chi l'ascose di una fanciulla in sen ?

Areopagista miope, svesti la toga nera;

dà il braccio a questa povera mia Musa passeggera,

e, tu canuto e burbero, noi mesti e giovinetti,

oltrepassiamo i tetti, chiediamone al seren !

Ei ti dirà che brillano

gli astri, e che l'aura è pura,

che raggi il sol diluvia, che immensa è la natura;

che è scintille

la polvere scossa dal nostro piede,

e che talor si vede qualche fiammella errar;

ei ti dirà

che l'ebete mondo gli appar giulivo,

che ha sulla faccia immobile

un punto ammirativo:

che i nostri mar son lucidi, le nostre case bianche,

e che dell'ali stanche eterno è il sibilar !

 

E allora udrai la pallida

compagna a singhiozzare,

e sentirai sull'anima le tenebre piombare,

e noi dei versi apostoli, tu della scienza duce,

nella beata luce barcolleremo insiem !

E chiederem l'Ippocrate che insanguinò le mani,

palpando nelle viscere i patimenti umani;

e ascolterem vocaboli di desinenza achea,

e la superna Idea al fango aggiogherem.

Saprai che, da quest'orride

burle della natura,

tutto un sistema eressero, tutta una legge oscura;

che multiformi eserciti di mostri in lunghe serie

espongono miserie al prossimo che vien.

E ha già segnato il numero il povero bambino,

e un bel nome scientifico, e il cippo cristallino,

prima ancor che sul lugubre letto la madre frema,

e che nell'ansia estrema se ne insudici il sen.

Ed ecco un incolpevole

bimbo che il capo ha tronco,

e inonorati Scevola dall'esil braccio monco,

ed orbi cranii, e faccie

cui sul lercio tessuto del pianto di un minuto

l'orme nessun lavò.

Questo, ironia satanica,

due cuori ha chiusi in petto,

e accanto a lui, crisalide di non terreno affetto,

un corpicin di femmina, stipato di mammelle,

perde la lunga pelle che l'acido succhiò.

Guarda : son due putredini ed eran due gemelli,

concetti insieme al gaudio di chiamarsi fratelli;

guarda : un orrendo bacio nell'almo sen li strinse,

e colla morte avvinse gli sventurati amor...

Madri che avete un pargolo

gaio, ricciuto e bello,

gli anatemi frenatemi del cuore e del cervello;

per chi ha pianto d'angoscia,

per chi di gioia ha pianto,

l'orribile mio canto posso mutare ancor...

Era un bel dì di luglio;

dagli ampii finestroni

piovean cadenze e balsami di fiori e di canzoni;

brillavano le mummie nelle corteccie frolle,

e dalle vecchie ampolle frangea scintille il sol.

Come una freccia argentea,

dalla mesta vetrina,

la man sottile e candida dell'etica bambina

parea segnar nell'aria qualche invisibil cosa :

spirti color di rosa, ali spiegate al vol !

 Emilio Praga -
Penombre
Vespri XXXII


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