La giusta azione
L’ego chiede :
“ Come posso far sì che questa situazione soddisfi i miei bisogni
o come posso arrivare a un’altra situazione
che potrà in futuro soddisfare i miei bisogni ? ”
La presenza è uno stato di vastità interiore.
Nel momento in cui siete presenti, vi chiedete :
“ Come posso rispondere ai bisogni di questa situazione, di questo momento ? ”
In realtà non avete nemmeno bisogno di questa domanda.
Siate quieti, vigili, aperti a ciò che è.
Portate in quella situazione una nuova dimensione : lo spazio.
Poi guardate e ascoltate. Così diventate uno con la situazione.
Quando, invece di reagire a una situazione, vi fondete con essa,
la soluzione scaturisce dalla situazione stessa.
In realtà non siete voi la persona che guarda e ascolta, ma è la quiete vigile stessa.
In seguito, se un’azione è possibile o necessaria, la intraprenderete
o, per meglio dire, l’azione giusta avverrà attraverso di voi.
L’azione giusta è quella che va bene per il tutto.
Quando l’azione è compiuta, la quiete vasta e vigile rimane.
Non c’è nessuno che alzi le braccia in un gesto di trionfo e di sfida gridando “ Sì ! ”
Non c’è nessuno che dica : “ Guarda, l’ho fatto io ”
Tutta la creatività viene fuori da una vastità interiore.
Una volta che è avvenuta la creazione, e qualcosa ha preso forma,
dovete stare attenti che non sorga la nozione di “me” o “mio”.
Nel momento in cui vi prendete il merito per quello che avete ottenuto,
l’ego è tornato e la vastità è stata offuscata.
- Eckhart Tolle -
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