Il feticcio scientista
I soliti noti sbandierano uno studio che nega la correlazione tra sieri e
morti improvvise.
I soliti buoni fanno notare che esistono studi migliori che invece la
mettono in evidenza.
Se pensate di cambiare "gli altri " con argomenti razionali e
scientifici
siete totalmente fuori strada.
Non sono le battaglie a suon di dati che creano cambiamento.
Ognuno di noi è circondato di situazioni drammatiche dopo la campagna
sieri.
Alcuni aprono gli occhi, altri no.
È una disposizione interiore.
Non esistono argomenti.
Soprattutto non esiste uno scientismo buono contro uno scientismo
cattivo.
È lo scientismo il problema.
La verità va detta, anche da un punto di vista scientifico,
ma credere che i dati cambieranno le masse,
significa fare dello scientismo un idolo.
Durante la cosiddetta pandemia dicevano ogni cosa e il suo
contrario,
la maggioranza finiva per affidarsi all'esperto certificato
perché non
era in grado di capire.
E l'esperto certificato è quello dello "
scientismo cattivo ".
È rassicurante per chi ha tre dosi in corpo
poter credere che non c'è correlazione tra sieri e morti improvvise.
Non lo cambiate con i dati.
I medici coscienziosi hanno sempre curato per il Covid,
eppure ti
dicevano, in mezzo ad una pandemia creduta tragica,
che non c'erano dati
scientifici.
Come se l'evidenza empirica non esistesse.
Il problema è lo scientismo.
Anche i " buoni " hanno un disperato bisogno di nascondersi dietro i
dati,
di credere disperatamente che lo scientismo salva.
W. I.

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