[…]
… l'IO
non è il corpo destinato a morire e rimutare senza tregua,
il
quale è mio, non è me.
IO non
è nemmeno la mente,
il flusso
di pensieri e di immagini, che cessa di operare nel sonno.
Forse
raggiunge l'IO chi si dedichi allo yoga
e cui
arridano l'illuminazione e la beatitudine ?
No,
perché
l'una e l'altra si possono tacciare d'essere transitorie illusioni.
L'IO è
qualcosa di sempre presente,
non
qualcosa di lontano, da raggiungere.
E
simile piuttosto all'ombra immancabile, basta accorgersene.
E
simile allo specchio che include ogni apparizione,
allo
spazio che comprende ogni realtà
e si
situa fra sonno e veglia, fra un oggetto e l'altro
ed è
semmai ciò che porta verso gli oggetti.
Non ha
forma, sapore, suono, gioia, dolore,
non è
né il conoscente né il conosciuto,
è il
conoscere.
[…]
- Elémire Zolla –
Uscite
dal mondo
_____________________________________________________________________
Mi suddivisi,
diventai elementi e fatti,
incominciai un dialogo.
Quando parlavo ascoltavano
e quando parlarono ascoltai;
e congiunsi tutte le voci,
aggiungendo bellezza
al corale cui diedi inizio,
rivolto alla luce, da bambino.
-
Niceforo Vrettàkos -
Incipit
Il corale ed il sogno
da Celtic Dawn
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