Parallelismi epocali
( Su cui riflettere )
“ È sempre rischioso tracciare paralleli fra un periodo storico e un altro,
e fra i più fuorvianti di tali paralleli
vi sono quelli tracciati fra la nostra epoca in Europa e Nordamerica
e l’epoca in cui l’Impero romano declinava verso i secoli oscuri.
Tuttavia certi parallelismi esistono.
Un punto di svolta decisivo in quella storia antica
fu quando uomini e donne di buona volontà
si distolsero dal compito di puntellare l’imperium romano
e smisero di identificare la continuazione della comunità morale
con la conservazione di tale imperium.
Il compito che si prefissero
- spesso senza rendersi conto pienamente di ciò che stavano facendo -
fu la costruzione di nuove forme di comunità entro cui la vita morale potesse essere sostenuta,
in modo che la civiltà e la morale
avessero la possibilità di sopravvivere all’epoca incipiente di barbarie e oscurità.
( … )
Da qualche tempo anche noi abbiamo raggiunto tale punto di svolta.
Ciò che conta, in questa fase, è la costruzione di forme locali di comunità
al cui interno la civiltà e la vita morale e intellettuale
possano essere conservate attraverso i nuovi secoli oscuri che incombono su di noi.
( … )
Non siamo del tutto privi di fondamenti per la speranza.
Questa volta, però, i barbari non aspettano al di là delle frontiere :
ci governano già da parecchio tempo.
Ed è la nostra inconsapevolezza di questo fatto
a costituire parte delle nostre difficoltà.
Stiamo aspettando non Godot,
ma un altro San Benedetto, senza dubbio molto diverso. “
tratto dal brano finale di
Dopo la virtù
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