Scugnizzi
Un film caduto nell'oblio
che non ebbe grande fortuna di botteghino e di critica.
Assolutamente da rivalutare.
Un regista sensibile come Nanni Loy e un sublime Leo Gullotta
per descrivere la vita dei minori
vittime dell'amara realtà di un Sistema che li vuole pedine duttili e affidabili.
Molto bella la colonna sonora
collante a sostegno del tessuto narrativo del film
💢
Due giovani amici detenuti nel carcere minorile napoletano dell'isola di Nisida,
Saverio e Raffaele
si perdono quando vengono rilasciati dal riformatorio
e si ritrovano, a distanza di vent'anni, ormai adulti, su due fronti opposti.
Saverio si è fatto prete
e cerca di togliere i giovani dalla strada ed allontanare da loro il disagio minorile
attraverso l'insegnamento della musica;
Raffaele, detto O' Russo,
è invece diventato un boss di quartiere, che vive nel malaffare
diffondendo il terrore e arruolando gli stessi giovani come corrieri della droga.
La sua rivalità con Saverio, che lo ostacola nei suoi loschi affari,
lo porterà a uccidere l'ex compagno di cella, ma facendo ciò segna la sua fine :
i giovani si ribellano e lo fanno arrestare.
« Uh ! Com'é bellino ! Ma non sarà mica troppo piccolo ? »
« Nun se preoccupasse signo' ! Quantità non è qualità "
« Vieni vieni. Come ti chiami ? »
« Gennarino. Giusto a servirvi. »
« E io come mi chiamo ? »
« I nomi non me li ricordo mai »
« Uhm... Tuo padre chi è ? »
« Io a chi mi da da mangiare lo chiamo papà »
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