Soggettivizzazione della realtà
. . .
L’uomo, inteso come individuo, percepisce solo una parte del Tutto
e la realtà che vive è soggettiva e sempre diversa da quella di chiunque altro.
Tutto ciò comporta la presa in considerazione di una realtà (o più di una)
più grande, superiore, che comprende tutte le realtà individuali
mentre l’esperienza umana
si svolge al di qua di quel “ velo di Maja ” ipotizzato dalla teologia vedanta.
La conseguente deduzione logica
è che il nostro mondo (e tutto ciò che esiste)
è un’illusione creata dai nostri pensieri e dalla nostra coscienza.
Sembrerebbe dunque che la presenza dell’osservatore
il nostro Ego
sia in grado di modificare la realtà stessa.
. . .
L’uomo, nella sua esperienza terrena, percepisce solo una parte del Tutto.
Per entrare in contatto con il mondo che lo circonda
l’uomo dispone di alcuni mezzi che sembrano però essere limitati.
Gli strumenti dei quali egli dispone gli permettono di orientarsi nel suo ambiente
in quel mondo “ solido ” che sperimenta attraverso i 5 sensi
( vista, olfatto, udito, gusto e tatto ).
Fin dalla nascita sono proprio questi strumenti
che gli insegnano a considerare ciò che vede/vive come “ la realtà ”
e a considerare che tale realtà è unica e condivisa.
Come possiamo essere sicuri che la realtà a noi famigliare
la realtà dei 5 sensi sia tutto ciò che esiste ?
E se esiste qualcosa al di là della nostra percezione
cosa possiamo fare per averne esperienza ?
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