Suggerimento

T. de Chardin :
" Basta che la Verità appaia una sola volta, in una sola mente, perché nulla possa più impedire d'invadere tutto e d'incendiare tutto "

SAPERE AUDE ! ET SI OMNES EGO NON

Condividendo articoli completi, lascio a chi legge la possibilità di giudicare
considerando che non sempre concordo su tutto ciò che viene scritto.
L’errore, fatale per l’Occidente, è stato quello di aver lasciato che nel tempo, la Libertà abbia potuto essere trasformata in libertinaggio.

lunedì 28 marzo 2022

Il regno dell'ignoto

Il regno dell'ignoto


Stiamo entrando nel regno dell’ignoto e dell’inesplorato
e vi entriamo senza gioia, senza radiose speranze.
L’avvenire è cupo.
Non possiamo più credere alle teorie del progresso
che hanno sedotto il diciannovesimo secolo e in virtù delle quali
il futuro prossimo dovrebbe sempre essere migliore, più bello
più gradevole del passato che se ne va.
Siamo piuttosto inclini a ritenere che il migliore, il più bello, il più gradevole
si trovino non nell’avvenire ma nell’eternità, e che così fosse anche in passato
nella misura in cui il passato era in comunione con l’eterno
e sapeva suscitare valori eterni.
Resta da spiegare questa crisi della civiltà europea
da tempo aperta nei più diversi campi
e che oggi tocca il culmine delle sue manifestazioni.
(…)
L’umanesimo non ha rafforzato l’uomo, lo ha debilitato.
Questa è la paradossale conclusione della storia moderna.
Attraverso la propria autoaffermazione, l’uomo si è perduto invece di trovarsi.
 (…)
La nostra è un’epoca di decadenza spirituale, non di rinascita.
A noi non è dato ripetere le parole che pronunciava Ulrich Hutten :
« Gli spiriti si sono risvegliati. Come è bello vivere ! »
La storia moderna è un’impresa che ha fallito
che non è riuscita a glorificare l’uomo, come lasciava sperare.
Le promesse dell’umanesimo non sono state mantenute.
L’uomo è terribilmente stanco
ed è pronto ad appoggiarsi su qualunque tipo di collettivismo
dentro il quale la sua individualità sia definitivamente destinata a sparire.
L’uomo non riesce più a sopportare la propria solitudine.

Tratto da “ Nuovo Medioevo
di N.Berdjaev (ed.Fazi)

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