Stamatis Moraitis
" Signore, ci dispiace.
Lei ha un cancro ai polmoni, le restano al massimo
nove mesi di vita. "
Perbacco, ho pensato.
Di fronte a una sentenza che non
mi lasciava speranze,
a terapie e farmaci che non avrebbero risolto
granché, la mia reazione è stata una sola.
Vi saluto tutti, e me ne torno
in Grecia, nell’isoletta in cui sono nato.
Ho fatto armi e bagagli, e ho
detto addio agli Stati Uniti.
Appena sono arrivato a Ikaria
ho tolto scarpe e calze, e ho piantato i
piedi nella terra viva.
Quanto mi era mancata.
Io e mia moglie, che mi
aveva seguito, siamo andati a casa dei miei genitori.
Bianca, minuscola,
accogliente, come la ricordavo. Così come la mia terra.
All’inizio passavo quasi tutto il tempo a letto.
La domenica zoppicavo su
per la collina
fino a una minuscola cappella greco ortodossa dove mio
nonno era stato sacerdote.
Quando i miei amici d’infanzia hanno scoperto
che ero tornato, apriti cielo.
Pomeriggi interi a parlare davanti a del
buon vino locale.
Potrei morire adesso e sarei felice, ho pensato.
E
invece, di morire non se ne parlava. Anzi
i mesi passavano, e io mi
sentivo sempre più in forze.
Mi svegliavo quando ne avevo voglia, facevo colazione con il latte di
capra
curavo l’orto, pranzavo con fagioli e verdure.
Dopo una bella
pennica, facevo il giro degli amici.
Guardavo il mare per ore, riempiendo
i polmoni di quell’aria piena di ricordi.
La sera andavo in taverna a
giocare a domino fino a tardi.
Che bellezza.
Sono andato avanti così, aspettando di chiudere gli occhi e non
svegliarmi più.
Ma dopo anni, ero sempre vivo e vegeto. Il tumore sembrava
sparito.
Volevo vederci chiaro, così, venticinque anni dopo la diagnosi
sono tornato in America, dagli stessi medici. Che però erano tutti morti.
Perbacco, ho esclamato. E me ne sono tornato nella mia Ikaria.
Nel 2012 ho compiuto novantasette anni. Quarant’anni più del dovuto.
Ma
non sono mica l’unico, ho scoperto che ci sono altre zone del mondo
dove
si vive senza stress, si mangia sano e si respira aria buona
e sono
pieni di centenari.
Zone blu, così le chiamano gli studiosi.
Luoghi in cui
la gente sembra dimenticarsi di dover morire.
Stamatis Moraitis, se n’è andato nel 2013, a 98 anni
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