Bilderberg 2026
La filiera del potere
Il Bilderberg 2026 si è tenuto dal 9 al 12 aprile a Washington,
in un momento anomalo rispetto alla tradizione del forum
e nel pieno della crisi aperta dalla guerra contro l’Iran,
dalla chiusura dello Stretto di Hormuz
e dalla frattura crescente tra Trump e una parte degli alleati NATO.
Non è stato un incontro qualsiasi.
È arrivato mentre il fronte occidentale stava mostrando tensioni troppo
forti
per essere assorbite dalla diplomazia ordinaria:
pressione energetica, crisi militare, disallineamento tra Washington e le
capitali europee,
più il timore che la guerra in Medio Oriente
accelerasse una ristrutturazione più ampia degli equilibri strategici e
industriali.
Dentro la sala non c’erano solo politici.
C’erano vertici NATO, intelligence, governi, finanza, Big Tech e
industria militare.
Il punto non era discutere singoli temi in modo separato,
ma ricomporre un’unica filiera di potere.
Nell’elenco figuravano Mark Rutte, Ursula von der Leyen, Kristalina
Georgieva,
Fatih Birol, Alex Karp, Eric Schmidt, Mira Murati, Satya Nadella,
insieme a figure di primo piano di Palantir, Anduril, Mistral,
DeepMind, Coinbase
e degli apparati di sicurezza occidentali.
L’agenda ufficiale parlava di AI, difesa, energia, Cina, Medio
Oriente,
commercio globale e finanza digitale.
In realtà quei dossier erano già saldati tra loro:
guerra, mercati, tecnologia, catene logistiche, moneta e consenso
erano già trattati come una sola infrastruttura di comando.
AI, apparato militare e finanza digitale non sono più comparti
distinti.
Con Palantir, Anduril, Mistral, Helsing
e altri attori già dentro programmi di difesa, sorveglianza e automazione
strategica,
l’intelligenza artificiale non è più una promessa futura:
è già parte della macchina operativa del potere occidentale.
Con media, banche centrali, FMI, grandi fondi e piattaforme tecnologiche
nello stesso circuito
anche il confine tra decisione politica, gestione del consenso e
riorganizzazione economica
si assottiglia.
Il Bilderberg 2026 non è stato il luogo in cui capire il disordine
globale.
È stato il luogo in cui una parte del nucleo dirigente
euro-atlantico,
affiancato da interessi finanziari e tecnologici transnazionali,
si è riunita per organizzarlo, gestirlo e usarlo. – Carmen Tortora

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