Un bel giorno
« Vorrei tanto che un bel giorno
tutti coloro che hanno un'occupazione o una missione da svolgere, uomini e
donne,
sposati o no, giovani e vecchi, seri o superficiali, tristi o
allegri,
abbandonassero le loro abitazioni e le loro incombenze,
rinunciando a ogni dovere e obbligo, per uscire in strada e non fare più
nulla.
Tutta questa gente abbrutita, che sgobba senza sapere perché,
o si illude di contribuire al bene dell'umanità,
che fatica per le generazioni future sotto l'impulso della più sinistra
delle illusioni,
si vendicherebbe allora di tutta la mediocrità di una vita vana e
sterile,
di tutto questo spreco di energia privo dell'eccellenza delle grandi
trasfigurazioni. »
In questo libro, concepito come una "sfida al mondo" tutto è negazione della
misura, violazione del limite, talora sino al paradosso; e tuttavia tra
sangue, fuoco, risa demoniache, slanci lirici e interrogativi che sconfinano
nell'iperbole, si insinuano osservazioni acutissime, sintesi taglienti che
fanno intuire le future folgorazioni: sotto il ribollire di un magma denso
di detriti letterari, sotto le esplosioni di un lirismo sfrenato già si
colgono un piglio personalissimo, una mano sicura e impietosa.