Rivelazione o ri-velazione ?
Oggi si parla tanto di Rivelazione
come lo svelare il segreto di qualcosa che ancora non conosciamo.
In senso religioso l'Apocalisse è la rivelazione del Regno di Dio...
la seconda venuta del Messia tra di noi.
Ma seguendo gli avvenimenti storici in corso
viene spontaneo considerare anche un'altra interpretazione:
quella di una più probabile ri-velazione
ovvero... mettere nuovi veli davanti agli occhi di una
umanità
che in questa fine dei tempi (?) sta cominciando a ricordare e aprire gli occhi
sulla vera realtà di chi siamo.
Ed ecco allora che " Lorsignori " si adoperano per
ri-mettere veli
come sempre avvalendosi di guerre, malattie, difficoltà economiche
inganni climatici che ricordano il diluvio universale...
... e quanto siamo piccoli di fronte alle catastrofi naturali.
E chi più ne ha più ne aggiunga.
Fin da piccoli ci intimoriscono con la paura della morte...
che altro non è... se non la paura di non esistere più.
Ma che potrebbe non esserlo affatto.
Professioni di fede personali a parte (che vanno sempre rispettate)
c'é anche chi afferma che la morte fisica sia solo una
condizione temporanea
alla quale il nostro Sé divino sopravvive.
E se riuscissimo a comprendere che la morte non esiste
- e di conseguenza a sconfiggere tale paura -
nulla potrebbe più fermare la nostra evoluzione cosciente
di essere scintille divine ed eterne:
emanazioni di quella fonte originaria ed eterna che chiamiamo Dio.
Dovremmo insegnare ai nostri bambini a non aver paura della morte
liberandoli dall'angoscia conseguente e dalla paura
dando invece loro l'opportunità di essere veramente
spiriti liberi.
Quello che ogni potere terreno teme più di ogni cosa.
Il che non vuol dire affatto
sminuire l'importanza di poter godere appieno l'esperienza terrena
piuttosto, infondere la certezza che nulla finisce...
che tutto è energia che si trasforma in forme di vita diverse
affrontando la materia per provare le emozioni che la fisicità può dare
essendo la Vita... l'Amore che fa esperienza di SÈ.
Detto questo... la pensi ognuno come meglio crede.
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