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" Basta che la Verità appaia una sola volta, in una sola mente, perché nulla possa più impedire d'invadere tutto e d'incendiare tutto "

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Condividendo articoli completi, lascio a chi legge la possibilità di giudicare
considerando che non sempre concordo su tutto ciò che viene scritto.
L’errore, fatale per l’Occidente, è stato quello di aver lasciato che nel tempo, la Libertà abbia potuto essere trasformata in libertinaggio.

martedì 5 maggio 2026

Contraddittorietà fiduciarie

Contraddittorietà fiduciarie


L’EMA ha istituito un nuovo advisory group on vaccine confidence,
un gruppo consultivo dedicato alla fiducia nei vaccini.
Ufficialmente servirà a contrastare l’esitazione vaccinale,
migliorare la comunicazione scientifica, rispondere alle informazioni considerate fuorvianti
e rafforzare l’adesione dei cittadini alle campagne vaccinali.
Sarà composto da oltre venti esperti, si riunirà ogni tre mesi
e lavorerà dentro la Vaccine Outreach Strategy dell’Agenzia europea del farmaco.

Il punto politico è evidente:
non nasce un gruppo per valutare i vaccini, ma per valutare il pubblico.
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Non si interviene prima di tutto sulla trasparenza, sui contratti,
sulla farmacovigilanza o sui danni segnalati.
Si interviene sulla fiducia. 
Come se il problema principale fosse il cittadino che dubita,
non anche il sistema che ha prodotto quella sfiducia.

L’iniziativa si inserisce perfettamente nella linea dell’OMS,
che con l’Immunization Agenda 2030 lavora da anni su “domanda vaccinale”,
adesione, comunicazione, contrasto alla disinformazione
e determinanti comportamentali della vaccinazione.
La vaccinazione non viene più trattata solo come pratica sanitaria,
ma come terreno di governance:
misurare le resistenze, orientare i comportamenti, amplificare i messaggi,
mobilitare medici, media, scuole, comunità e istituzioni.

Qui sta il nodo politico dell’operazione:
la crisi della fiducia viene presentata come esitazione vaccinale,
mentre restano sullo sfondo le ragioni più scomode della sfiducia.
Danni trattati come numeri da minimizzare,
morti sospette archiviate nel linguaggio freddo della statistica,
contratti opachi, rapporti troppo stretti con l’industria farmaceutica,
comunicazione pubblica spesso forzata, paternalistica e poco trasparente.

Quando un cittadino chiede conto di un effetto avverso, di una segnalazione ignorata,
di una clausola secretata o di una promessa comunicativa poi smentita,
non può essere ridotto automaticamente a problema di disinformazione.
La fiducia non si ricostruisce con un comitato sulla fiducia.
Si ricostruisce mostrando dati completi, responsabilità, errori, limiti,
conflitti di interesse e criteri reali delle decisioni.

La formula ufficiale è “rafforzare la fiducia nei vaccini”.
La lettura più cruda è un’altra: dopo aver consumato fiducia con opacità,
comunicazione blindata e protezione del sistema farmaceutico,
ora le istituzioni costruiscono una macchina per recuperare consenso
senza affrontare fino in fondo perché quel consenso si è rotto. 

- Carmen Tortora -


La domanda sorge spontanea: con quale faccia tosta
degli "esperti in materia" si presterebbero a tale compito abietto

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