I Padroni visibili - 1
I politici
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Una profonda riflessione sulla "natura" del potere
o solo pensieri controcorrente ?
La pensi ognuno come meglio crede.
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Ripreso da:
LORO - I Padroni invisibili di questo mondo
Sono maniaci del potere puro.
Non hanno la passione per le armi o per la violenza fisica,
a loro piace comandare.
Li esalta essere visti, essere temuti ed essere consultati.
Scoppiano di piacere davanti alle telecamere o ad un microfono.
Generalmente
hanno personalità psicopatiche; sentono la mancanza di qualcosa dentro
e per questo ambiscono vivere in odore di moltitudini.
Temono e amano i giornalisti perché questi hanno il potere di distruggerli
o di trasformarli in idoli della società.
A loro volta i giornalisti
- inclusi i direttori dei quotidiani -
sono succubi dei politici perché costoro sono come i buffoni
nazionali
che li riforniscono gratis, giornalmente di notizie fresche
con le quali riempire le pagine che saranno divorate con avidità
dalla massa di ingenui seguaci di partiti.
Un giorno qualcuno dovrà fare uno studio psicoanalitico
della curiosa simbiosi giornalismo-politica e più concretamente
giornalista-politico.
Si amano e si odiano; si cercano e si detestano;
si costruiscono e si distruggono vicendevolmente.
Vedasi il recente caso Watergate:
i politici ingannano i giornalisti e questi distruggono i politici.
Però alla lunga non possono vivere gli uni senza gli altri.
Sono gli amanti di Teruel.
Si è detto che il potere corrompe specialmente i politici.
Però questa corruzione
non si riferisce solamente al cattivo uso o all’appropriazione di fondi,
ma al cambiamento totale di mentalità e del modo di fare che si verifica in
loro
una volta installati nei posti che li rendono invulnerabili.
Si corrompono perché dicono sì a cose
alle quali precedentemente, per principio avevano detto no;
si corrompono perché non mantengono le promesse
ed usano la demagogia come i loro predecessori;
i più alti in grado si corrompono
perché perdono completamente il contatto con il popolo
e non difendono gli interessi di questo ma i propri e quelli del partito,
e il loro grande obbiettivo si trasforma nel mantenersi al potere.
Per questo, vedendo con che frequenza
questa metamorfosi si verifica nei politici una volta che hanno in mano il comando,
si arriva a pensare che non è il potere che li deforma
ma che vi giungono già deformati.
La verità è che i politici - buoni o cattivi
hanno un enorme potere per deviare o indirizzare le rotte della società
ed anche per rendere felice o disgraziata la vita delle persone.
Dall’alto dei posti di comando
il politico professionista perde la prospettiva della società
e la vede in modo completamente differente.
Gli succede quello che succede a coloro che prendono un aereo:
da lassù vedono le cose in maniera diversa; in certo modo meglio e in
certo peggio.
Non riconoscono i luoghi che da sotto conoscono molto bene
perché da sopra non si vedono le facciate delle case ma solo i tetti.
Dall’alto del potere non si vedono le facce della gente
nè le necessità giornaliere e concrete; si vedono solo i deficit dei
bilanci.
Non si vede l’individuo; si vede la società, la nazione, lo Stato.
L’uomo concreto si sfuma si perde,
e il politico si dimentica di lui fluttuando in nubi di coalizioni, di alleanze,
patti e lotte per mantenersi al suo posto.
I politici che salgono maggiormente nella scalata al potere
organizzano frequentemente viaggi rituali di visite reciproche,
in pompa magna, con grandi scorte d’onore,
offrendosi mazzi di fiori, solenni accoglienze con passate in rivista
a file di poveri schiavi armati di fucile,
percorrendo viali coperti da passatoie, discorsi e grandi banchetti:
in questo non sbagliano mai.
La parte più importante di queste visite di Stato
e delle serissime riunioni di lavoro dei grandi statisti
affondano le radici in grandi banchetti per i quali non si bada a spese.
Essi fingono di credere che chi paga questi banchetti sia
l’“Erario”
che è solo una parola astratta;
inoltre hanno avuto la precauzione di includerli nel “Bilancio Generale dello Stato”
che sono altre tre parole astratte, mentre concretamente
sono i loro concittadini a pagarli e con i quali
mantengono l’unico contatto con la scheda elettorale.
I politici, dall’alto del potere
dimenticano che gli uomini e le donne della loro nazione e del mondo
intero
desiderano e chiedono soprattutto la pace,
ma loro spendono milioni in armamenti per tenersi buoni i militari.
Non ricordano
che gli uomini e le donne chiedono, dopo la pace, un posto di lavoro,
e i politici stanziano migliaia di milioni in opere faraoniche,
commemorazioni di scoperte, sprechi, investimenti non necessari,
addirittura dannosi, prestiti ai loro amici politici di altri paesi,
mentre milioni di uomini concreti, loro concittadini
sono impegnati giorno e notte a guadagnare onestamente da vivere
per sé e la propria famiglia.
I politici, dalle loro altezze megalo-maniacali, non si rendono
conto
che è un orrore tremendo che in una "famiglia"
si comperi il pianoforte ad uno dei fratelli mentre l’altro non ha di
che sfamarsi.
Anni fa, in una noiosa serata, dopo un ricevimento di gala,
davanti all’ingresso del palazzo di vetro delle Nazioni Unite,
feci una tremenda scoperta:
uscivano gli ambasciatori delle varie nazioni;
e quanto più erano miserabili le nazioni che rappresentavano
tanto più erano lussuose le loro Cadillac.

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