La notte dell'uomo, così com'è.
Bisognerebbe proprio chiudere il mondo per due o tre generazioni
almeno
se non ci fossero più bugie da raccontare.
Non ci sarebbe più niente da dirsi o quasi.
Le cose alle quali tenevi di più,
ti decidi un bel giorno a parlarne sempre meno,
devi fare uno sforzo quando ti ci metti.
Ne hai le scatole piene di ascoltarti sempre cianciare... Tagli via...
Rinunci...
È da trent’anni che stai a cianciare... Non ci tieni più ad avere
ragione.
Ti molla la voglia di tenerti anche il posticino che t’eri riservato tra
i piaceri...
Ti viene lo schifo...
Basta ormai mangiare un po’, scaldarsi un po’ e dormire più che si
può
sulla via del nulla assoluto.
Bisognerebbe per ritrovare degli interessi
inventarsi delle nuove smorfie da eseguire davanti agli altri...
Ma non si ha più la forza di cambiare il repertorio. Farfugli.
Cerchi ancora dei trucchi e delle scuse per restare là con loro, gli
amici,
ma la morte è lì anche lei, fetente, al tuo fianco,
tutto il tempo adesso e meno misteriosa d’un mazzo di carte.
Ti restano preziose solo le pene minute,
quella di non aver trovato il tempo fin che era vivo
d’andare a trovare il vecchio zio a Bois-Colombes, con la sua
canzoncina
che s’è spenta per sempre una sera di febbraio.
È tutto quello che hai conservato della vita.
Questo piccolo rimpianto atroce,
il resto l’hai più o meno vomitato lungo la strada,
con molti sforzi e pena.
Non sei altro che un vecchio lampione di ricordi
all’angolo di una strada dove non passa già quasi più nessuno.
Così finiscono i nostri segreti quando li esponi all’aria e in
pubblico.
Di terribile in noi e sulla terra e in cielo
c’è forse solo quello che non è stato ancora detto.
Saremo tranquilli solo quando tutto sarà stato detto, una volta per
tutte,
allora finalmente faremo silenzio e non avremo più paura di star
zitti.
Ci saremo.
La verità, è un’agonia che non finisce mai.
La verità di questo mondo è la morte. Bisogna scegliere, morire o
mentire.
Tratto da:
Viaggio al termine della notte
- Louis Ferdinand Céline -
Traduzione di Ernesto Ferrero
Uno dei romanzi più sconvolgenti del Novecento.
Una discesa spietata nel cuore nero della condizione umana
dove... in ogni caso...
inattese pennellate di bellezza e frammenti di speranza
resistono tenacemente in un mare di cinismo.
Un
capolavoro
difficile da leggere ma straordinario per il pensiero.
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