Introversione
Essere introversi è un modo di abitare il mondo.
L'introverso parla poco, osserva prima di agire. Ascolta prima di rispondere.
Il silenzio riflessivo non è una cosa imbarazzante.
Chi non si proietta costantemente verso l'esterno
viene letto spesso come problematico, già dalle scuole.
Gli insegnanti sono i primi a stigmatizzarlo ed esporlo involontariamente al bullismo.
Viene aiutato a uscire dal guscio. Viene incoraggiato a socializzare di più.
Come se la sua modalità di esistenza fosse una fase transitoria da superare,
un ostacolo alla piena realizzazione di sé.
Ma quale sé ? Quello approvato dal gruppo ?
Esiste naturalmente anche l'introversione come sintomo,
può essere il ritiro da un dolore,
l'isolamento come difesa, la chiusura nata da una ferita ecc...
Certo, ma non bisogna confondere le due cose.
Qui stiamo parlando di chi patologizza un carattere
per il solo fatto che non si conforma al modello dominante.
Si vuol "curare" chi non è malato.
Chi non si conforma all'esteriorizzazione compulsiva va lasciato in pace,
il bisogno di profondità non è un anomalia da correggere.
Il mondo ha bisogno sia degli estroversi che degli introversi, sono complementari.
L'introverso di questi tempi è una sorta di sovversivo,
in un' epoca che premia chi urla più forte, ha scelto di vivere verso l'interno. - W.I.
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