Pitirim Sorokin
Sensismo e ideazionalismo
Aveva Capito Tutto E Lo Diceva
- 29 -
Pitirim Sorokin
non è ricordato come meriterebbe.
Troppo vasto per gli specialisti, troppo empirico per i metafisici,
troppo scomodo per chi vive nella cultura che lui definiva
"sensista".
Eppure, nel Novecento, pochi come lui hanno descritto il secolo che viviamo
oggi.
Per Sorokin le civiltà oscillano tra un polo "ideazionale"
( dove il reale è ancorato al sacro, al trascendente, al vero-in-sé
)
e un polo "sensista"
( dove il reale coincide con ciò che i sensi percepiscono, misurano,
consumano ).
Ogni volta che una cultura scivola tutta nel sensismo, si sfalda,
un mondo che nega ogni verità oltre il dato sensibile
finisce per perdere anche il criterio per distinguere il vero dal
falso.
Relativismo totale e nichilismo.
Il vuoto normativo che ogni crisi sensista lascia dietro di sé
non resta mai vuoto a lungo.
Sorokin previde che, esaurita la fiducia nel puro dato sensibile,
le masse si sarebbero rivolte o a un ritorno del sacro, o a un totalitarismo
capace di imporre quel senso che la cultura non sapeva più generare da
sé.
Lo vediamo oggi in entrambe le direzioni,
da un lato il ritorno di spiritualità, sette, misticismi improvvisati e
una religiosità new age,
dall'altro fanatismi religiosi degenerati
che promettono di restituire ordine e senso a un mondo che li ha
smarriti.
Due strade opposte con un'unica origine, ovvero il collasso di un ordine
di valori condiviso.
Chi vuole capire il proprio tempo dovrebbe tornare a leggere Sorokin,
magari partendo dal suo "
La crisi del nostro tempo
". - W.I.
Nessun commento:
Posta un commento