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martedì 14 luglio 2026

San Camillo de Lellis

San Camillo de Lellis


Camillo nacque da una famiglia appartenente alla piccola aristocrazia
della cittadina abruzzese di Bucchianico:
alla nascita, gli venne imposto il nome della madre, Camilla Campellio
che lo aveva partorito a quasi 60 anni di età, fatto rarissimo per quei tempi
e che morì quando Camillo aveva 13 anni;
il padre Giovanni era un ufficiale al servizio della Spagna.

Camillo era un giovane pigro e rissoso
ed il padre decise di avviarlo alla carriera militare.
Ma, nel 1570, un'ulcera al piede lo costrinse ad abbandonare la compagnia.
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Per farsi curare fu costretto a recarsi a Roma
nell' ospedale di San Giovanni degli incurabili dove giunse il 7 marzo 1571.
Dopo la guarigione venne assunto come inserviente presso l'ospedale,
ma l'esperienza fu breve, dato che venne allontanato per la sua scarsa propensione al lavoro:
era rimasto all'ospedale 131 giorni in totale.

Dopo la morte del padre, tornò a dedicarsi alle armi, come soldato di ventura,
mettendosi a servizio, prima di Venezia, poi della Spagna.
Ma presto tornò a condurre una vita disordinata e segnata dai vizi.

Iniziò a vagabondare per l'Italia
fino a quando non venne assunto dai Cappuccini del convento di Manfredonia.
Questi lo mandarono per una commissione presso il vicino convento di San Giovanni Rotondo.
Il 2 febbraio 1575, in ritorno a Manfredonia,
decise di abbracciare la vita religiosa e di diventare un frate cappuccino,
per questo fu inviato al convento di Trivento.
Ma l'antica piaga al piede tornò a dargli problemi:
fu così costretto a tornare a Roma per curarsi.

Questa volta,
in veste di servitore, rimase nell'ospedale di San Giacomo degli Incurabili
ininterrottamente per ben quattro anni, dal 23 ottobre del 1575 al 20 giugno del 1579,
e infine ancora una terza volta come economo e Maestro di Casa,
dall'ottobre 1579 al 1º settembre 1584, per un totale di nove anni.
Al san Giacomo maturò definitivamente la sua vocazione all'assistenza dei malati
e insieme con i primi cinque compagni
che, seguendo il suo esempio, si erano consacrati alla cura degli infermi,
decise di dare vita, nell'agosto del 1582 alla "Compagnia dei Ministri degli Infermi",
i cui primi statuti vennero approvati da Papa Sisto V il 18 marzo 1586.
 La grande disciplina con cui Camillo redigeva la contabilità dell'ospedale
creò la fiducia necessaria per attrarre generose donazioni,
tanto che la struttura venne ristrutturata ed ampliata.
In seguito,
Camillo si trasferì infine nel convento annesso alla Chiesa della Maddalena,
per prestare servizio principalmente presso l'ospedale di Santo Spirito in Sassia,
struttura più vasta del San Giacomo.

Intanto, sotto la guida spirituale di Filippo Neri,
riprese gli studi e, il 26 maggio 1583, fu ordinato sacerdote.

La sua "Compagnia" si distinse subito e, il 21 settembre 1591
nella bolla "Illius qui pro gregis"
fu riconosciuta come Ordine Religioso da Papa Gregorio XIV
(Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi)
rimasto impressionato dall'eroismo con cui Camillo e i suoi compagni
avevano assistito i malati durante la carestia del 1590 a Roma.
L'8 dicembre 1591 Camillo e i suoi primi compagni
emisero la Professione religiosa di voti solenni
con un quarto voto di assistenza dei malati anche con pericolo della vita.
Era nato un nuovo Ordine religioso.

L'Ordine si espanse rapidamente in molte città italiane
nelle quali Camillo fondò nuove comunità, tutte al servizio dei grandi nosocomi cittadini.

Gravemente malato, nel 1607 lasciò la direzione dell'Ordine,
ma continuò ad assistere i malati fino alla morte, avvenuta il 14 luglio 1614
nel "cubiculum" del convento della Maddalena,
che era diventato sede del suo Ordine e dove fu tumulato.

La reliquia del suo cuore fu inizialmente traslata a Bucchianico
ma si trova tutt'oggi a Roma nel "cubiculum"
che attualmente è adibito a cappella interna del convento della Maddalena.

Nel 1746 venne proclamato Santo da Papa Benedetto XIV.

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