Invidia e Libertà
L'invidia non nasce dal bisogno, nasce dal confronto.
L'invidioso non soffre perché non ha, soffre perché tu hai, a
prescindere.
Ti vuole vedere crollare, lo brama nel cuore, e non lo ammetterà mai.
I Greci la chiamavano
phthonos, e sapevano che è la più umana delle passioni,
perché non chiede nulla per sé, chiede soltanto che l'altro perda.
Ora,
una passione così nota da venticinque secoli, poteva sfuggire a chi
governa ?
Ovviamente no.
Chi detiene il potere conosce l'animo umano.
E sa che un popolo invidioso è un popolo perfetto.
Così è nata la vetrina universale dei social e i suoi meccanismi.
La piattaforma non vende altro, il suo prodotto è proprio questo,
perché l'invidioso è un cliente fedele, torna a guardare, a controllare,
a bramare.
Una gabbia che la gente riempie di contenuti, volontariamente, con
orgoglio.
Ogni vita esibita alimenta l'invidia di cento altri,
che a loro volta si esibiscono per farsi invidiare.
Un meccanismo che si nutre di se stesso e non ha bisogno di una mano che
lo spinga.
Chi lo ha progettato lo sa bene, e dorme tranquillo.
Il vero esame dell'anima sapete qual è ?
Rallegrarsi con chi si rallegra.
Chi si rallegra del bene altrui
è l'unico uomo che il sistema non sa come trattare.
Non può vendergli nulla, non può dividerlo da nessuno,
non può metterlo contro il suo vicino.
L'invidia è il guinzaglio; la gioia condivisa è la prima forma di
libertà.
La libertà comincia dentro, e chi non la conquista lì,
può sventolarla in piazza quanto vuole, resterà sempre al guinzaglio. –
W.I. 👈
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