Capitalismo teologico
Dio vuole che tu sia ricco
Max Weber
aveva capito che il
capitalismo non era nato
dall'avidità,
ma da qualcosa di molto più solido: una
teologia.
Il neo-protestantesimo americano, nelle sue forme più diffuse e
televisive,
dai cori gospel alle mega-chiese da cinquantamila posti,
ha eliminato l'ascesi e ha
tenuto la teologia del successo.
Ha detto all'uomo che Dio vuole che sia ricco,
che abbia la villa, il SUV, il conto in banca alto.
La prosperità materiale è la
grazia.
Dio ha un piano finanziario per te.
Basta credere abbastanza, basta volerlo abbastanza.
Se sei povero, nella tua fede c'è un difetto.
Questa è la mutazione.
Il neo-protestantesimo americano ha sostituito la grazia divina con la
legge di attrazione.
Il risultato è la giustificazione teologica della
disuguaglianza,
la sacralizzazione della
ricchezza, la
colpevolizzazione della
povertà.
Chi è povero in questa visione del mondo non è sfruttato, è
spiritualmente inadeguato.
Chi è ricco è stato benedetto.
Il capitalismo americano non ha bisogno di giustificarsi
politicamente,
perché si è già giustificato teologicamente con il
neo-protestantesimo.
Ha Dio dalla sua parte che investe pure in borsa.
Weber chiamò la mentalità capitalista una
gabbia d'acciaio.
Gli americani ci hanno messo le luci al neon e l'hanno chiamata
chiesa. - W.I.
Quando gli Imperi entrano in crisi, non servono più le legioni:
servono idee che possono disinnescare la volontà.
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