Magnifica humanitas
L'Intelligenza Artificiale come questione sociale del XXI secolo
«
La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una
scelta decisiva:
innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e
l'umanità abitano insieme.
»
L’intelligenza artificiale « ... deve essere disarmata,
liberata da logiche che la trasformano in strumento di dominio,
esclusione e morte. »
[...]
“ Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo;
il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei
quali viviamo,
sradicando il male dai campi che conosciamo,
al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da
coltivare !
”.
( Gandalf oppositore di Sauron - ripreso da: Il Signore degli anelli
)
[...]
«
Il rischio non è solo che alcune tecnologie siano usate male,
ma che il paradigma tecnocratico in cui siamo immersi
faccia sembrare giusta e normale una visione antiumana,
secondo cui la pienezza della vita consisterebbe nell’avere di più,
nel ridurre la fragilità,
eliminare l’imprevisto, controllare ogni cosa.
»
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Intelligenza Artificiale
Non è moralmente neutra:
porta in sé le scelte e le priorità di chi la progetta e finanzia.
Dignità del lavoro
L’automazione non può sacrificare sistematicamente l’occupazione e la
persona.
Giustizia sociale
I benefici dell’innovazione devono essere distribuiti equamente tra tutti i
popoli.
Pace e guerra
Denuncia la normalizzazione della guerra e i sistemi d’arma basati
sull’IA.
Educazione
Urgenza di un’alleanza educativa per proteggere i giovani nell’era
digitale.
Nuove schiavitù
Condanna la tratta e lo sfruttamento invisibile che alimenta l’economia
digitale.
Quel ch'è certo e chiaro è che ci troviamo di fronte ad un
crocevia epocale.
Se vogliamo che l’IA ci renda più sagaci, competenti, umani
e sensibili verso gli altri
dobbiamo essere ben coscienti sui rischi che corriamo
se ne accettiamo passivamente il dominio digitale.
Sarà il caso di acquisire padronanza sul concetto di algoretica
da contrapporre a quello di
algocrazia
per comprendere come necessariamente
l'etica debba contaminare l'informatica e
non viceversa.
Lo anticipò magistralmente Stanley Kubric

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