Diciamolo in italiano
La connotazione dell’inglese e il controllo del linguaggio pubblico
- Antonio Zoppetti -
" Davanti alla connotazione più prestigiosa degli anglicismi, la questione è
la stessa:
o ci riappropriamo con fierezza delle nostre parole,
senza servili e provinciali complessi di inferiorità,
e riusciamo a dare loro una connotazione “alta” nel linguaggio pubblico,
oppure l’italiano è destinato a cedere il posto all’inglese e a trasformarsi
in un ibrido.
E se gli anglicismi non cominceranno a essere stigmatizzati
così come si stigmatizza ciò che è discriminatorio e non inclusivo, non se ne
esce.
Purtroppo, le cose stanno andando diversamente,
e il fortissimo revisionismo linguistico che muove chi controlla il dibattito
pubblico
( e ha nelle mani le sorti dell’italiano )
sta cambiando i connotati del nostro idioma
e ci sta portando verso il nostro suicidio linguistico e culturale."
“
La nostra lingua è un bene comune. È un patrimonio di cultura, di
bellezza,
di storia e di storie, di idee e di parole che appartiene a tutti noi,
che vale, che ci identifica come individui, come cittadini e come
Paese.
Dovremmo averne cura.”
( Annamaria Testa )
Oltre che amor proprio lo chiamerei igiene relazionale
Stanno massacrando la nostra lingua.
Un idioma meraviglioso con una ricchezza di parole come pochi
Un idioma meraviglioso con una ricchezza di parole come pochi
e una musicalità espressiva che non ha rivali.
Un tentativo subdolo di manipolazione e controllo
anche attraverso recinti linguistici, ovvero, concettuali.
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