La Persuasione di massa in continuo lavoro - 2
“
Io conosco il segreto per far credere all’americano medio tutto ciò che
desidero.
Datemi soltanto il controllo della televisione… mettete qualsiasi cosa
in televisione
ed essa diventa realtà.
E se il mondo esterno alla TV contraddice le immagini,
la gente inizierà a modificare il mondo per adeguarlo alle immagini
della TV…”
-
Hal Becker
-
Intervista del 1981 [1]
( Prima parte )
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Seconda parte
👇
La “baby-sitter con un occhio solo”
La televisione iniziava a fare il suo ingresso come nuova tecnologia
mass-mediatica proprio nel momento in cui venivano pubblicati i risultati del
Radio Research Project, nel 1939. Sperimentata dapprima su larga
scala nella Germania nazista, durante le Olimpiadi di Berlino del 1936, la
televisione fece la sua prima apparizione pubblica alla Fiera Mondiale di
New York del 1939, dove attirò vaste folle di persone. Adorno e altri
riconobbero immediatamente il suo potenziale come strumento per il lavaggio
del cervello di massa. Nel 1944 Adorno scriveva:
“La televisione punta alla sintesi di radio e cinema… ma le sue
implicazioni sono enormi e promettono di intensificare l’impoverimento
della sostanza estetica in modo così drastico che in futuro l’identità
appena velata di tutti i prodotti culturali industriali potrà uscire
trionfante allo scoperto, concretando in modo irridente il sogno
wagneriano della Gesamtkunstwerk, la fusione di tutte le arti in un’opera unica."
Come apparve evidente fin dai primi studi clinici sulla televisione
(alcuni dei quali furono condotti tra la fine degli anni ’40 e l’inizio
dei ’50 da ricercatori del Tavistock), i telespettatori, in un arco di
tempo relativamente breve, entravano in uno stato di semi-coscienza simile
al trance, caratterizzato dalla presenza di sguardo fisso. Più a lungo si
guardava, più pronunciata diventava la fissità dello sguardo. In tali
condizioni di semi-coscienza crepuscolare, gli spettatori divenivano
ricettacolo di messaggi che potevano essere contenuti nei programmi
stessi, oppure, per dislocazione, nella pubblicità. Il lavaggio del
cervello era completo [10].
La televisione si trasformò da curiosità di quartiere in strumento ad
ampia penetrazione di massa, soprattutto nelle aree urbane, pressappoco
tra gli anni 1947-1952. Come ha osservato Lyndon LaRouche, ciò
coincise con un momento assai critico della vita psicologica nazionale. Il
sogno di milioni di veterani della Seconda Guerra Mondiale e le loro
speranze di costruire un mondo migliore, si erano schiantati al suolo
dinanzi alla corruzione morale dell’amministrazione Truman e alla
successiva crisi economica. Questi veterani si ritirarono nella loro vita
familiare, nei loro lavori, nelle loro case, nei loro tinelli. E al centro
di quei tinelli c’era il nuovo apparecchio televisivo, le cui immagini
banali assicuravano che le scelte moralmente ignobili che essi avevano
compiuto erano state quelle giuste.
I primi programmi televisivi si rifacevano ai modelli già sperimentati
della radio, come descritti dal
Radio Research Project: le “situation comedy”, o “sitcom”, i quiz, i varietà, lo
sport e le “soap”. Molti erano in forma seriale, con personaggi, se
non storie, collegate tra loro. Tutti erano banali e deliberatamente
progettati per essere così.
I figli di questi veterani infelici, i cosiddetti “baby-boomers”,
divennero la prima generazione ad essere accudita da ciò che LaRouche
chiama “la baby-sitter con un occhio solo”. I genitori
incentivavano i bambini a guardare la televisione, spesso come mezzo per
tenerli sotto controllo, e loro fissavano per ore tutto ciò che passava
sullo schermo. I contenuti dei primi programmi per bambini erano banali
(ma non più dei programmi televisivi in generale) e mentalmente
devastanti; ancor più devastante fu la sostituzione del contatto concreto
con la famiglia con la visione televisiva, quando il “tavolo per la cena” venne rimpiazzato dalla “cena televisiva” di fronte al tubo
catodico. Com’era prevedibile, i bambini svilupparono fissazioni ossessive
per gli articoli pubblicizzati dalla TV, chiedendo che tali articoli gli
venissero comprati, altrimenti non avrebbero potuto essere come i loro
amici [11].
A metà degli anni ’70, Eric Trist, che rimase fino alla sua morte
(avvenuta nel 1993) a capo delle operazioni del Tavistock americano, e Fred
Emery, “esperto” di media del Tavistock, scrissero una relazione
sulle ricerche compiute riguardo all’impatto di 20 anni di televisione sulla
società americana. Nel lavoro di Emery del 1975, intitolato
Futures We Are In, essi riferivano che il contenuto delle
programmazioni non era più tanto importante quanto lo era il totale delle
ore trascorse davanti alla televisione. Il tempo di fruizione televisiva
media era costantemente cresciuto nei due decenni trascorsi
dall’introduzione del mezzo, tanto che a metà degli anni ’70 esso poteva
essere considerato un’attività quotidiana, seconda solo al lavoro e al
sonno, che occupava circa sei ore giornaliere (e da allora è cresciuta
ulteriormente fino a sette ore, con l’aggiunta di videogames, videocassette,
e così via); fra i bambini in età scolare, il tempo trascorso a guardare la
televisione era inferiore solo al tempo destinato alle attività scolastiche.
Queste scoperte, secondo il Tavistock, indicavano che la televisione era
paragonabile ad una droga che produce dipendenza. Similarmente, Emery
riferiva di studi neurologici i quali, a suo dire, dimostravano che la
visione televisiva continuata “spegne il sistema nervoso centrale umano”.
Che le loro affermazioni siano fondate o no su analisi scientifiche,
Emery e Trist presentano prove convincenti del fatto che una fruizione
televisiva prolungata e massiccia abbassa le capacità di riflessione
concettuale su ciò che viene presentato sullo schermo. Gli studi
evidenziano che la semplice presenza di immagini sulla televisione,
specialmente se presentate nell’appropriato format di documentario o di
notiziario, ma anche nel corso della visione in generale, tende a far
considerare quelle immagini “autentiche” e a far attribuire ad esse
un’aura di “realtà”.
Trist ed Emery non trovano nulla di sbagliato in questa evoluzione, la
quale indica che
la televisione sta producendo una generazione cerebralmente morta.
Al contrario, essi evidenziano come tale evoluzione si inserisca
all’interno di un più ampio piano globale di controllo sociale, portato
avanti dalla Tavistock e dai network suoi alleati per conto dei loro
sponsor. La società, essi affermano in A Choice of Futures, libro
pubblicato nello stesso periodo, è sprofondata in stati di coscienza
mentale sempre più bassi, al punto che anche uno Stato fascista di tipo
orwelliano ormai non sarebbe più realizzabile. A questo punto, grazie alla
televisione e ad altri mass media, il genere umano versa in uno stato di
dissociazione le cui implicazioni politiche si manifesteranno in una
società di stampo “Arancia Meccanica”, dal nome del libro di
Anthony Burgess, in cui gang giovanili scatenate commetteranno atti di
violenza casuale, per poi tornare a casa a guardare i notiziari e vedere
sullo schermo ciò che hanno compiuto.
Gli artefici del lavaggio del cervello sottolineano che questa
evoluzione, che secondo loro ha il proprio modello nella violenza in
Irlanda del Nord, non è stata indotta dagli effetti della sola
televisione. La società è passata attraverso una “turbolenza sociale” dovuta ad una serie di shock politici ed economici, che comprendono la
guerra in Vietnam, il rialzo dei prezzi petroliferi e l’assassinio di
alcuni leader politici. L’impatto psicologico di questi eventi, la cui
responsabilità essi omettono di attribuire all’establishment
anglo-americano, è stato amplificato dalla loro penetrazione nelle case,
in dettagli crudi e spaventosi, attraverso i notiziari televisivi. Nello
scenario descritto da Trist e Emery, sembra quasi di sentire il possibile
sommario di un futuro telegiornale: “La fine del mondo: tutti i dettagli nell’edizione delle 11”.
Consolidare il paradigma
Nel 1991, in un’antologia dei lavori del Tavistock che egli stesso
aveva pubblicato, Trist scriveva che tutti i “nodi” internazionali o
centri dell’apparato di brainwashing dell’istituto miravano allo scopo
fondamentale di consolidare uno spostamento di paradigma verso un “ordine mondiale postindustriale”. Il loro obiettivo, egli affermava, era di rendere questo cambiamento
irreversibile. In quest’opera, e in altre, Trist, proprio come Alexander
King, invita ad una campagna di “rieducazione” di massa che distrugga
le ultime vestigia di resistenza nazionale, soprattutto all’interno degli
Stati Uniti, a questo nuovo ordine mondiale.
Circa dieci anni prima, un altro dei serventi del Tavistock, Bernard
Gross, in una relazione consegnata alla conferenza del 1981 sulla
Società del Mondo Futuro, presieduta da Al Gore, offriva uno
spiraglio sulle caratteristiche di questo “nuovo ordine mondiale”.
Gross affermava che nel periodo che stava per iniziare il mondo si sarebbe
trovato di fronte a ciò che il Tavistock ama chiamare una “scelta critica”: una serie di opzioni, ciascuna delle quali appare cattiva, ma, a causa
del terrorismo diffuso e della pressione degli eventi, una decisione va
comunque presa scegliendo l’opzione che rappresenta il “male minore”. La società industriale dell’occidente scivolerà nel caos; questo caos,
egli affermava, potrà condurre o a un fascismo di tipo autoritario, come
quello che gli inglesi contribuirono ad instaurare nella Germania nazista;
oppure ad una forma di fascismo più umana e benevola che Gross definiva
“fascismo amichevole”. La scelta, sosteneva Gross, è tra il
tentativo di ritornare al vecchio paradigma industriale, nel qual caso
avremo un fascismo di tipo nazista; oppure di abbracciare il
post-industrialismo, in cui avremo il “fascismo amichevole”.
Quest’ultimo, egli affermava, è chiaramente preferibile, poiché esso
rappresenta una mera transizione verso un nuovo “ordine mondiale di informazione globale”, che comporterà una maggiore libertà e possibilità di scelta
individuale, una vera democrazia di massa aperta e partecipativa.
Per Gross la scelta è chiara: in ogni caso vi saranno dolore e
sofferenza; ma solo il “fascismo amichevole” dell’informazione
globale, di una società interconnessa da TV via cavo, satelliti e reti
informatiche, offre speranza per un “futuro” migliore.
Ma chi amministrerà questo ordine mondiale del “fascismo amichevole” ? Gross spiegava che oggi esiste una vera e propria “Internazionale Aurea”, termine che egli ricalcava sull’Internazionale Comunista (Comintern)
di Nikolai Bukharin. Si tratta di un’illuminata elite internazionale,
avente per fulcro la potente oligarchia eurocentrica che controlla
l’industria della comunicazione globale, nonché varie altre risorse chiave
e la finanza globale. Questa elite deve essere istruita e informata
dall’intelligence delle reti Tavistock; deve comprendere che le grandi
masse di zombi teledipendenti possono essere facilmente costrette ad amare
questo nuovo mondo, grazie alla persuasione degli spettacoli televisivi e
all’infinita fornitura di “informazione”. Una volta conquistate le
masse attraverso questa “educazione”, la resistenza dei settori
nazionali si sgretolerà.
Nel 1989, per iniziativa di Trist, il Tavistock tenne un seminario
presso la Case Western Reserve University per discutere dei mezzi con cui
arrivare a creare un fascismo internazionale “senza più Stati”, un
nuovo ordine mondiale basato sull’informazione. Nel 1991 il Tavistock
incaricò il suo giornale, Human Relations, di pubblicare gli atti di quel
seminario. Molti interventi contengono un appello ai mass media affinché si
schierino a favore di questo progetto.
Inoltre, a partire dal 1981, esisteva ormai un’altra tecnologia a
disposizione dei funzionari del lavaggio del cervello:
internet. Secondo Harold Permutter, uno dei partecipanti al
seminario della Case Western, internet rappresenta uno strumento
sovversivo per penetrare i confini nazionali con “informazioni”
relative a questo nuovo ordine mondiale; esso funziona anche come collante
per un network di organizzazioni non governative che avrebbero fatto
circolare propaganda a favore del nuovo ordine mondiale. Queste ONG
avrebbero dovuto essere la sovrastruttura su cui sarebbe stato edificato
il nuovo ordine mondiale. Per lmutter e altri partecipanti alla conferenza
affermarono che il loro movimento non poteva essere sconfitto, perché non
esisteva in senso formale. Risiedeva solo nelle menti dei suoi
cospiratori, menti che erano a conoscenza della macchina per il lavaggio
mediatico del cervello creata dal Tavistock. Come la televisione era stata
la droga informativa dell’ultima parte di questo millennio, così internet,
con la sua abbondanza di chat e “informazione” per la maggior parte
inutile, con i suoi messaggi sovversivi programmati, sarebbe stato la
droga del nuovo millennio, si vantava il Tavistock. [12]
“ Gli americani, in realtà, non pensano. Hanno solo opinioni,
sensazioni”, diceva Hal Becker di The Futures Group in un’intervista del 1981.
“La televisione crea le opinioni e poi le conferma. La gente ha davvero
subito un lavaggio del cervello ad opera del tubo catodico ? In realtà
c’è molto di più. Io credo che la gente abbia perso la capacità di
collegare insieme le immagini della propria vita senza l’intervento
della televisione. E’ questo che intendiamo quando diciamo che ci
troviamo in una società catodica. Ci dirigiamo verso una società
orwelliana, ma Orwell commise un errore in 1984. Il Grande Fratello non
ha bisogno di guardarti, finché sei tu a guardarlo. E chi può dire che
si tratti, in fondo, di una cosa così malvagia ? ”
La mosca nella pomata
Ma perfino i circoli elitari dei network internazionali del Tavistock hanno
la vaga sensazione che ci sia qualcosa di terribilmente sbagliato nel loro
piano. Questa sensazione fu espressa da un autore che Emery citava
nel 1973, il quale si chiedeva cosa sarebbe successo quando la
generazione di baby-boomer teledipendenti fosse arrivata alle redini del
potere. Li avevamo davvero preparati ad esercitare il comando ? Sarebbero
stati in grado di ragionare e di risolvere problemi ? Emery ignorava il
problema, affermando che esiste tempo sufficiente per addestrare i nuovi
quadri dirigenti. Ma la questione rimane aperta. Nel 1981, alla
conferenza Società del Mondo Futuro, durante la quale Gross intonò il suo
peana al nuovo ordine globale dell’informazione abbigliato da “fascismo amichevole”, Tony Lentz, assistente professore di lingue presso la Pennsylvania State
University, fece notare di aver personalmente osservato una devastazione
delle capacità di espressione scritta e orale, dovuta ai mass media e alla
televisione; molti studenti non solo non riuscivano più a scrivere in modo
corretto, ma non riuscivano più nemmeno a pensare in modo intelligente. Non
si trattava di un semplice caso di scarsa istruzione, come egli faceva
notare nel suo articolo “The Medium is Madness”, ma del fatto che
essi non sentivano più alcun desiderio di pensare. Ricordando che, secondo
Platone, la nostra conoscenza del mondo deve fondarsi sulla conoscenza del
pensiero di qualcuno che conosce il mondo, Lentz affermava che la
televisione ha instillato nelle persone l’idea che le semplici immagini
rappresentino la conoscenza. Non esistono più interrogativi, non vi è più lo
sforzo per penetrare il pensiero di altre persone, ma soltanto dialogo e
immagine, suono e furia, che naturalmente non significano nulla. [13]
“
Permettere a noi stessi di essere influenzati dalle sottili ma
potenti illusioni presentate dalla televisione " scriveva Lentz,
“conduce ad una sorta di follia di massa che potrebbe avere
implicazioni piuttosto spaventose per il futuro della nazione…
Inizieremo a vedere cose che non esistono, daremo a qualcun altro il
potere di creare per noi le nostre illusioni. La prospettiva è
agghiacciante, e visto il nostro retaggio culturale dovrebbe essere
motivo di riflessione.”
NOTE
10. Per una più completa trattazione sulla televisione, sulla sua
programmazione e sul lavaggio del cervello che essa produce sul popolo
americano, si veda la serie di 16 articoli “Turn Off Your Television” dello
stesso autore, pubblicata su New Federalist, 1990-93. E’ disponibile in
ristampa presso la EIR.
11. Una delle specializzazioni del
Tavistock è lo studio della manipolazione psicologica dei bambini e
dell’impatto della pubblicità sulla mente dei minori. Tali pubblicità
vengono progettate con cura per indurre i bambini a desiderare il prodotto
pubblicizzato.
12. Vi sono stati investimenti massicci
sull’infrastruttura di internet, sproporzionati rispetto alle possibilità di
rientro a breve o a medio termine. Ciò porta a pensare che si tratti in
realtà di “investimenti a fondo perduto” per favorire l’impatto psicologico
delle nuove tecnologie.
13. Queste espressioni riecheggiano
il pensiero di Platone, ma ne sono appunto soltanto un’eco. Per una migliore
comprensione dei problemi educativi si veda Lyndon LaRouche, On the Subject
of Metaphor, Fidelio, Autunno 1992.
NOTE
1. The Futures Group, un think-tank privato, fu una delle prime
organizzazioni a specializzarsi nell’utilizzo di interfaccia
computerizzate per la manipolazione psicologica di direttori d’azienda e
di leader politici. Nel 1981 progettò il programma RAPID per il
Dipartimento di Stato americano, che utilizzava la grafica computerizzata
per fare il lavaggio del cervello a leader selezionati di settori
industriali avanzati e spingerli a sostenere le politiche del Fondo
Monetario Internazionale e i programmi per il controllo della popolazione.
Partecipò anche all’elaborazione di una mappatura completa della
popolazione americana per le maggiori multinazionali.
https://freeyourmindfym.wordpress.com/
A prestar fede alle percentuali messe in evidenza in questo articolo
non si fatica a credere che anche nel Belpaese
non si fatica a credere che anche nel Belpaese
i propugnatori di tale pensiero siano riusciti ad applicarlo con successo.


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