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sabato 12 settembre 2026

Che succede ?

Che succede ?

Che cosa è successo in questi ultimi anni ?
La guerra finisce. Anzi no, non finisce.
È colpa dell’Ucraina. No, della Russia. No, aspettate, dell’Iran.
Gli
Stati Uniti. Israele. Hamas. La Cina.
Mancano soltanto i marziani, ma diamogli tempo:
con un buon dossier di intelligence e tre esperti in collegamento serale
si sistema pure quello..

Poi arriva il drone. Voleva colpire ZelenskyAnzi no, non voleva.
Forse passava di lì per caso.
 Forse era diretto altrove. Forse era un messaggio.
Forse abbiamo capito male noi.
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Curioso, perché Zelensky da anni compare a Kiev, nei vertici internazionali, nelle capitali europee e persino a ridosso del fronte, eppure sembra avvolto da una mistica invulnerabilità geopolitica. Nello stesso periodo ci hanno raccontato di apparati di intelligence, sorveglianza digitale e sistemi di intelligenza artificiale capaci di localizzare bersagli con una precisione chirurgica durante la guerra di Gaza, dove l’IA sembrava sapere esattamente chi entrava in una casa e a che ora. Qui, improvvisamente, di fronte a uno degli uomini più fotografati del pianeta, il racconto si scioglie in una nebbia di “forse”, “probabilmente” e “secondo fonti”.

Ma guai a fermarsi a riflettere. Il pendolo deve continuare a oscillare. Oggi il russo cattivo, domani l’iraniano, dopodomani il cinese. Quindi bisogna armarsi, spendere, militarizzare. Prepararsi alla guerra per difendere la pace, naturalmente, con una logica che farebbe sembrare Orwell un dilettante privo di fantasia.

Nel frattempo dentro casa nostra si lascia marcire tutto. Immigrazione gestita come una porta girevole, periferie abbandonate, criminalità tollerata fino a quando diventa utile trasformarla nell'emergenza del giorno. Prima lasci che il degrado cresca, poi ne mostri le immagini a reti unificate, infine spieghi al cittadino che per proteggerlo servono più controlli, più telecamere, più tracciamento. Ed ecco il capolavoro: si utilizza il reato del migrante per convincere chi subisce l'insicurezza ad accettare una gabbia digitale destinata a stringersi attorno a tutti.

Tu intanto continui a seguire la pallina. Mosca o Kiev ? Israele o Iran ? Trump o Bruxelles ? Cina o Taiwan ? Ogni settimana una finale di Champions geopolitica, con il pubblico invitato a tifare per una maglietta mentre fuori dallo stadio ti smontano l’automobile.

Mentre discuti su chi sia il mostro della settimana, il tuo stipendio compra meno. Il carrello della spesa costa di più. L’energia costa di più. Una fetta crescente della spesa pubblica viene dirottata verso la militarizzazione della costruzione della nostra gabbia digitale, mascherata da difesa e sicurezza. Ogni nuova crisi porta con sé la solita ricetta: più tracciamento, più poteri straordinari, più obbedienza spacciata per senso di responsabilità.

Le vittime delle guerre sono vere. I morti sono veri. Le macerie sono vere. Proprio per questo fa ancora più schifo trasformare quel sangue in una giostra emotiva dove il nemico cambia veste a seconda delle esigenze del momento.

La morale è quasi offensiva nella sua semplicità: mentre resti appeso alle notizie come al pendolo di un ipnotizzatore, l’unico bersaglio fisso sei sempre tu.

Il tuo denaro, che vale meno. La tua paura, che rende moltissimo. La tua libertà, trasformata in merce di scambio a ogni nuova emergenza.

E domani ci sarà un nuovo cattivo da odiare, sia mai che ti accorga di chi ti sta presentando il conto. - Carmen Tortora
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