Mediterraneo
Nel 1995 l’ingegnere nucleare
Felice Vinci partorisce il suo
Omero nel Baltico.
La tesi centrale è questa:
l'Iliade e l’Odissea non sono ambientate nel Mediterraneo
l'Iliade e l’Odissea non sono ambientate nel Mediterraneo
( dove l’autore rileva numerose incongruenze:
un clima sistematicamente freddo, battaglie notturne, eroi biondi
avvolti in pesanti mantelli di lana, fiumi che invertono il corso,
un Peloponneso descritto come pianeggiante quando non lo è )
bensì nella Scandinavia e nel Baltico.
Quando le migrazioni scandinave raggiunsero il Mediterraneo,
i migranti
i migranti
trasposero in tale nuovo ambito geografico le antiche saghe nordiche.
Per questo, ragiona Vinci, Troia sta in Finlandia,
Micene e Itaca in Danimarca, Ogigia nelle Shetland.
Trent’anni dopo, a Diodoro di Aristarco, Friedrich Wolf e Fausto
Codino,
ecco Nolan a decolorare i mari vinosi in plumbee e grigie foschie.
Un’interpretazione outré
entra a far parte dell’immaginario mondiale mutando istinti e convinzioni.
Il sole mediterraneo, limpido,
di quella nettezza che disegna silhouette di dei e ninfe, vien
artatamente velato;
così come il Medioevo, l'epoca colorata, accesa, schietta nell'aria e nella
luminescenza,
è derubricato a dark age.
Invertire i poli magnetici degli ultimi tremila anni: ci crederanno
tutti, ovviamente.
L’invasione degli ultracorpi va avanti a qualsiasi prezzo, persino del
ridicolo.
Nessuno, però, osa una vera pernacchia - C.d.C.
ecco quella più opportuna
Nessun commento:
Posta un commento