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giovedì 3 settembre 2026

Mediterraneo

Mediterraneo


Nel 1995 l’ingegnere nucleare Felice Vinci partorisce il suo Omero nel Baltico.
La tesi centrale è questa:
l'Iliade e l’Odissea non sono ambientate nel Mediterraneo
( dove l’autore rileva numerose incongruenze:
un clima sistematicamente freddo, battaglie notturne, eroi biondi
avvolti in pesanti mantelli di lana, fiumi che invertono il corso,
un Peloponneso descritto come pianeggiante quando non lo è )
bensì nella Scandinavia e nel Baltico.
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Quando le migrazioni scandinave raggiunsero il Mediterraneo,
i migranti
trasposero in tale nuovo ambito geografico le antiche saghe nordiche.

Per questo, ragiona Vinci, Troia sta in Finlandia,
Micene e Itaca in Danimarca, Ogigia nelle Shetland.

Trent’anni dopo, a Diodoro di Aristarco, Friedrich Wolf e Fausto Codino,
ecco Nolandecolorare i mari vinosi in plumbee e grigie foschie.
Un’interpretazione outré
entra a far parte dell’immaginario mondiale mutando istinti e convinzioni.
Il sole mediterraneo, limpido,
di quella nettezza che disegna silhouette di dei e ninfe, vien artatamente velato;
così come il Medioevo, l'epoca colorata, accesa, schietta nell'aria e nella luminescenza,
è derubricato a dark age.

Invertire i poli magnetici degli ultimi tremila anni: ci crederanno tutti, ovviamente.

L’invasione degli ultracorpi va avanti a qualsiasi prezzo, persino del ridicolo.
Nessuno, però, osa una vera pernacchia - C.d.C.


Poiché " noblesse obligeecco quella più opportuna


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