Negli anni ’50, proprio la sera prima di Ognissanti, in campagna e nei paesi, c’era l’usanza di mettere davanti alla porta di casa, o in cima al viottolo che conduceva alla cascina, una zucca vuota con dentro un candela accesa. Oppure, per chi abitava in un appartamento, si accendeva una candela davanti alle immagini dei propri cari
defunti raggruppate per l'occasione sul ripiano del comò.
Erano quelli ... tempi di sicura fede cattolica.
Gli adulti, in particolare i nonni, ci raccontavano che quelle luci servivano per indicare la strada di casa ai nostri parenti
defunti, i quali, in quella circostanza, scendevano dal Cielo sulla Terra per farci visita. E se non ricordo male, si metteva vicino alla zucca o alle candele anche qualcosa da
mangiare, visto mai... che la lunga strada percorsa avesse messo loro appetito.
Beata ingenuità infantile !
Questo per ricordare le radici cattoliche di una usanza scippata, come tante altre cose, spogliata della loro vera spiritualità e rielaborata con una finta aurea yankee
per essere poi riproposta in chiave degenerata e blasfema.
E così oggi Halloween non è più né la festa pre-cristiana dei celti tanto meno la ricorrenza cristiana di Ognissanti ma solo un macabro carnevale in cui si esaltano streghe, demoni, mostri e altre orribili creature.
Noi però non dobbiamo dimenticare che la notte dei santi e il giorno dei
morti hanno tutto un altro valore.
“ Non vogliamo impedire ai ragazzi di divertirsi, ma identificare il
pericolo. Bisogna, però, essere avveduti, trovare un equilibrio tra una educazione che eccede in divieti e il lasciarsi offuscare dal grigio che fa sembrare tutto innocuo. " - mons. Matteo Maria Zucchi
-